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Intercettazioni: oggi si approva il ddl

"Chiunque pubblichi il testo di intercettazioni o documenti di un procedimento penale di cui sia vietata la pubblicazione, rischia il carcere da 1 a 3 anni o un ammenda fino a 100mila euro".

Recita così una delle norme del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche che sarà esaminato oggi dal Consiglio dei ministri. Dopo i contrasti iniziali è stato raggiunto un accordo in un vertice a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e i ministri della Lega Nord.

"Inoltre - spiega l'onorevole Niccolò Ghedini, componente della commissione giustizia della Camera e relatore del testo - vorremmo introdurre una multa all'editore del giornale che pubblica le intercettazioni. Sarà formulata in base alla tiratura e potrà raggiungere anche i 300-400.000 euro".

Le intercettazioni potranno riguardare persone indagate per reati puniti con la pena di più di 10 anni, ma saranno consentite anche per i reati contro la Pubblica Amministrazione. Si potrà così indagare con l'uso di intercettazioni anche per i reati di corruzione e per i reati gravi come la pedofilia. E' previsto l'uso di intercettazioni nei casi di stalking: le persecuzioni telefoniche o le intrusioni nella vita privata dagli ex coniugi.

Un cambiamento sostanziale che apporterà il ddl sarà l'introduzione di una norma che attribuirà la competenza ad un collegio di tre magistrati. Non sarà più un unico giudice a decidere quando e chi intercettare.

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