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Intervista giudice Esposito: "Gravissima manipolazione". Il Mattino pubblica l'audio

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*** Update ***
Dopo le roventi polemiche scatenatesi in seguito all'intervista rilasciata da Antonio Esposito a Il Mattino, il Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di aprire una pratica di accertamento sul giudice, presidente della sezione feriale della Cassazione. Il provvedimento è stato caldeggiato con forza dai consiglieri laici del Pdl Nicolò Zanon, Filiberto Palumbo e Bartolomeo Romano, che hanno duramente criticato la scelta di Esposito di parlare con il quotidiano campano e, soprattutto, di avere di fatto anticipato le motivazioni della sentenza. Per questa ragione, si legge nella nota ufficiale di Palazzo dei Marescialli, "il vice segretario generale del Csm su disposizione del vice presidente, sentito il comitato di presidenza, ha disposto la trasmissione, in via d'urgenza e salvo ratifica della pratica a firma dei consiglieri Zanon, Palumbo e Romano (consiglieri non togati in quota Pdl ndr) alla prima Commissione referente del consiglio", che è quella che si occupa dei trasferimenti d'ufficio per incompatibilità.

Potrebbe davvero avere innescato un domino dalle conseguenze devastanti l'intervista (poi smentita) rilasciata da Antonio Esposito a Il Mattino di Napoli. Il giudice nella serata di ieri ha ribadito ancora una volta che il passaggio incriminato - quello in cui avrebbe affermato che Silvio Berlusconi non è stato condannato "perché non poteva non sapere", ma "perché sapeva" - è frutto di una "gravissima manipolazione", ma il quotidiano campano non solo è rimasto fermo nella sua posizione, ma ha pure pubblicato l'audio dell'intervista, in cui effettivamente Esposito entra nel merito del "principio del non poteva non sapere" su domanda diretta del giornalista Antonio Manzo.

Giudice Esposito: "Berlusconi condannato perché sapeva", poi ritratta ma esplode la polemica

Il magistrato però non ci sta e ha diffuso una nota in cui spiega che "il testo dell'intervista da pubblicare è stato manipolato". Secondo Esposito, infatti, il cronista de Il Mattino avrebbe montato ad arte le sue dichiarazioni, con l'inserimento "dapprima della seguente domanda (mai rivoltami): 'Non è questo il motivo per cui si è giunti alla condanna? E quale è allora?'" e poi "della seguente risposta (mai da me data): 'Noi potremmo dire: tu venivi portato a conoscenza di quel che succedeva. Non è che tu non potevi non sapere perché eri il capo. Teoricamente, il capo potrebbe non sapere. No, tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva. Tu non potevi non sapere, perché Tizio, Caio e Sempronio hanno detto che te lo hanno riferito. E' un po' diverso dal 'non poteva non sapere'".

Una manipolazione, insomma, che fa sembrare che il magistrato risponda specificatamente a una domanda su Berlusconi, quando invece sta parlando in generale. E il fatto che quest'ultimo passaggio, tal quale, si senta distintamente nell'audio pubblicato dal giornale sul proprio sito e sia utilizzato come 'prova' della concordanza tra audio e trascrizione, fa arrabbiare moltissimo Esposito, come riportato da La Repubblica di oggi, che ha raggiunto telefonicamente il magistrato: "Eh no, questo non me lo può dire nessuno", è stata la replica del giudice, aggiungendo che dell'intervista "per me c'è un solo testo", ovvero "l'unico che io ho autorizzato dopo un'attenta lettura perché tutto si può dire di me, tranne che sono un fesso".

E a conferma di ciò, il giudice ha ancora sottolineato che "è sufficiente confrontare il testo dell'articolo pubblicato con il testo inviatomi alle 19.30 da pubblicare, per rendersi conto della gravissima manipolazione" che in definitiva ha permesso a Manzo di "confezionare il titolo Berlusconi condannato 'perché sapeva' non 'perché non poteva non sapere'".

La bagarre di smentite e rettifiche, tuttavia, ha innescato l'immediata reazione del Pdl e dello stesso Berlusconi (che secondo Il Mattino avrebbe detto di essere "basito") e - giocoforza - quella del presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, e dell'Associazione Nazionale Magistrati. E se il primo ha ribadito che l'intervista di Esposito "non inficia, né cambia la decisione sul processo Mediaset", dal momento che il verdetto "è già stato emesso e sancito con la pubblica lettura del dispositivo in aula al termine dell'udienza", e l'Anm lo ha confermato, spiegando che si sta "parlando di una sentenza irrevocabile" e che "dunque va esclusa qualunque tipo di conseguenza processuale, visto che non c'è stata anticipazione di giudizio", rigettando anche l'ipotesi di "conseguenze disciplinari, che sorgono quando le dichiarazioni coinvolgono soggetti di un procedimento in corso di trattazione", i legali del Cavaliere, Franco Coppi e Niccolò Ghedini, sembrano comunque intenzionati a trarre vantaggio dall'accaduto.

"Il fatto in sè è ovviamente gravissimo e senza precedenti", ha dichiarato Ghedini in una nota, aggiungendo che "gli organi competenti dovranno urgentemente verificare l'accaduto, che non potrà non avere dei concreti riflessi sulla valutazione della sentenza emessa", mentre Coppi ai microfoni di Tgcom24 ha detto: "Non si è mai visto, è una cosa inusuale, la vicenda suscita perplessità e preoccupazioni", concludendo che "ci sono organi deputati a valutare il comportamento dei magistrati e spetterà a loro stabilire se rientri nell'ambito delle regole deontologiche che devono essere rispettate" e anticipando la valutazione in essere dell'eventuale ricorso alla Corte Europea.


L'audio dell'intervista del giudice Antonio Esposito a Il Mattino

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