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Italia verso intervento in Iraq, presto raid aerei dei Tornado contro l'Isis: la Difesa non smentisce

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Anche l’Italia prenderà parte direttamente alle operazioni militari in Iraq contro le postazioni dell’Isis, in coordinamento con le altre forze aeree della coalizione guidata dagli Stati Uniti e con bombardamenti mirati secondo un programma ancora allo studio del ministero della Difesa.

Volontarie italiane liberate dagli islamisti dietro pagamento riscatto: polemiche

L’ha rivelato oggi, senza smentite da parte degli ambienti vicini al governo, il "Corriere della Sera" in un articolo dedicato all’ormai prossima missione in Medio Oriente dell’aviazione tricolore, pronta a far decollare i Tornado nel Paese ancora frammentato dalla guerra civile.

Nessun piano d’intervento in Siria sarebbe per ora invece sul tavolo dell’intelligence italiana, nonostante l’intensificarsi delle manovre belliche di alte nazioni verso Damasco dopo la discesa in campo della Russia di Putin.

Un ruolo di secondo piano, con operazioni di supporto delle truppe alleate e di ricognizione, era stato svolto dall’Italia in Iraq da un anno a questa parte, con un totale di 140 uomini di stanza nella base del Kuwait e sotto l’egida del comando militare americano al quale facevano riferimento i 4 aerei e anche i droni Predator in servizio sul fronte mediorientale.

(Missione in Iraq dei Tornado britannici: nuovi raid contro lo Stato Islamico. Video)

In attesa delle conferme ufficiali dalla Difesa, la notizia è circolata sui principali media a poche ore dall’imbarazzante “esplosione” del caso Greta-Vanessa, cooperanti rapite in Siria nell’autunno del 2014 e liberate (dietro pagamento di riscatto, secondo un tribunale islamico) a metà gennaio dopo 150 giorni di prigionia in mano ai ribelli anti-Assad.

Se le indiscrezioni dell’ultima ora dovessero rivelarsi fondate, l’azione dell’Italia contro l’Isis troverà fondamento nella richiesta formale delle autorità di Baghdad di aiuto diretto nella lotta al terrorismo del Califfato, con un salto di qualità rispetto alle forme di intervento precedentemente adottate dai governi Monti, Letta e dello stesso Renzi in Iraq.

Non vi sono indizi, per il momento, sull’eventuale durata della missione che vedrà i cacciabombardieri Tornado nei prossimi mesi impegnati nella distruzione di depositi e campi di addestramento dello Stato Islamico nelle aree sotto il controllo dei miliziani fedeli al "Califfo" Abu Bakr Al Baghdadi.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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