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Italicum, terza fiducia per la legge elettorale: opposizioni sull'Aventino verso referendum

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Il terzo voto di fiducia sull’Italicum regala a Renzi numeri ancora solidi, in vista del rush finale sulla riforma elettorale che dopo l’esame alla Camera dei Deputati passerà al Senato.

Legge elettorale, la conta dei voti alla Camera dei Deputati premia Matteo Renzi

Netto lo strappo, certificato dai numeri di questa doppia sessione di scrutinio a Montecitorio, tra maggioranza di governo e opposizioni unite, mentre all’interno del Pd la calma è solo apparente alla luce del sofferto di gran parte della minoranza e della ferma contrarietà di diversi “big” alla nuova norma, destinata a sostituire il “Porcellum” dichiarato incostituzionale nel 2013.

Sono stati 342 i consensi (a fronte di 15 no e un solo astenuto) raccolti in aula alla Camera dall’Italicum nella votazione pomeridiana, preceduta in mattinata dal secondo scrutinio concluso con 350 voti favorevoli e 193 contrari.

La scelta dell’Aventino da parte dei gruppi di opposizione, da Forza Italia al Movimento 5 Stelle passando per Lega Nord e Sel, ha lasciato deserti i banchi occupati dalle forze politiche entrate in polemica con la maggioranza per il “colpo di mano” sulla legge elettorale deciso da Matteo Renzi e colleghi pochi giorni fa.

(Forza Italia sull'Aventino contro la riforma elettorale, Brunetta all'attacco del Pd)

Uscite dal Parlamento senza defezioni, le rappresentanze di tutti i partiti “non allineati” hanno promesso battaglia contro l’Italicum con iniziative clamorose allo studio in queste ore, concordate tra i capigruppo pronti ad attivarsi in largo anticipo per chiedere l’indizione di un referendum abrogativo nei tempi previsti dalla Costituzione.

Resta da vedere l’atteggiamento di Pippo Civati, Gianni Cuperlo, Stefano Fassina e altri esponenti di spicco della corrente “anti-renziana” del Pd, da molti mesi in aperta contraddizione col gruppo dirigente del Rottamatore ma ancora indecisi sull’eventualità di un abbandono del partito fondato da Walter Veltroni.

All’opera in qualità di pontieri per evitare la frattura tra le due anime dei democratici sono in queste ore uomini di fiducia del premier come Andrea Orlando e Vincenzo Guerini: entro pochi giorni le fibrillazioni della maggioranza potrebbero risolversi, in un senso o nell’altro.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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