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Jeremy Corbyn, nuovo leader del Labour britannico: c'è la svolta a sinistra

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Jeremy Corbyn, 66 anni, è il nuovo leader del Labour britannico. Le previsioni della vigilia sono stata ampiamente confermate: il candidato di sinistra, nonostante l'ostracismo dell'ex premier Tony Blair, ha conquistato la guida del partito di centrosinistra. Facendo tremare le vene ai polsi dei moderati: le sue posizioni anti-austerità e pacifiste sono considerate decisamente più vicine alla sinistra radicale di Syriza e Podemos, che ai partiti di tradizioni socialdemocratica.

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Corbyn ha conquistato la vittoria alle primarie del Labour con il 59,5% dei voti. Nettamente distaccati gli altri competitor: Andy Burnham ha raggiunto appena il 19% dei consensi, mentre Yvette Cooper si è attestata al 17%. Appena il 4,5% per Liz Kendall. Insomma, nemmeno l'ipotetica unione dei rivali di Corbyn avrebbe cambiato l'esito delle consultazioni a cui ha partecipato più del 75% degli iscritti. Un successo schiacciante che non ammette repliche. Tony Blair aveva lanciato l'appello a "non votare con il cuore", quindi a non appoggiare Corbyn, perché il suo successo avrebbe significato la fine del Labour.

Ma chi è Jeremy Corbyn? La sua formazione è quella del laburista vecchio stampo, legate al sindacalismo e contrario alle politiche liberiste sposate da Tony Blair. La sua esperienze politica è davvero molto lunga: la sua prima elezione in Parlamento risale al 1983, nel collegio elettorale di Islington North. Le idee sono molto di sinistra, con una sostanziale contrarietà anche alla presenza nella Nato e il taglio alle spese militari. Tra le altre misure del suo programma c'erano le nazionalizzazioni sia dei servizi energetici che delle infrastrutture ferroviarie. Inoltre, Jeremy Corbyn sostiene l'intervento dello Stato per affrontare l'emergenza abitativa e migliorare il servizio sanitario.

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