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Josefa Idem, dimissioni dopo colloquio con Letta: "Avevo deciso da tempo"

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Si conclude mestamente la breve esperienza di Josefa Idem al governo: la campionessa olimpica ha infatti comunicato al premier Enrico Letta le proprie dimissioni da ministro delle Pari Opportunità e dello Sport in seguito alla polemica esplosa per il mancato pagamento dell'Imu. "Ho tenuto duro come 'ministro', come 'persona' mi sarei dimessa da tempo, a causa delle dimensioni mediatiche sproporzionate della vicenda e delle accuse aggressive e violente", ha dichiarato Idem in una nota, riferendosi alle critiche - alcune gratuitamente offensive, come quelle di Mario Borghezio - piovutele addosso da ogni parte.

Josefa Idem, ministro non si dimette: "Sono onesta, sanerò le irregolarità. Contro di me parole brutali"

Una decisione dunque maturata già da un po' - almeno stando a quanto si legge nel comunicato ufficiale - nonostante ancora sabato il ministro avesse ribadito la propria volontà di tenere duro, facendo ammenda per la sua 'ingenuità' e dichiarando di avere intenzione di rimediare al più presto: "Me ne scuso pubblicamente e sono pronta a sanare quel che c'è da sanare (...) Continuerò a impegnarmi per il bene del Paese". Parole che, invece, oggi sono state smentite dalla nota diffusa in serata: "Quando sono salita dal presidente Letta avevo già maturato la decisione di dimettermi, ma ho comunque voluto condividere con lui l'attenta valutazione del quadro venutosi a creare ed esporgli la scarsa rilevanza di quanto imputatomi".

Se da un lato, dunque, Idem ha scelto la strada della conciliazione - sia fiscale che politica - evitando ulteriori fragilità al governo Letta (già sotto pressione per la pesante condanna di Silvio Berlusconi), dall'altro dimostra di non avere assolutamente intenzione di cedere per quanto riguarda quello che da subito ha definito un peccato veniale, di ingenuità, dovuto al non aver "imparato a fare la commercialista, la geometra e nemmeno l'ingegnere". "In Germania nessuno si sarebbe dimesso per una cosa del genere", ha concluso in conferenza stampa l'ex ministro, ignorando (?) che invece un suo collega teutonico, Karl-Theodor zu Guttenberg, ha lasciato subito e spontaneamente l'incarico da ministro della Difesa dopo essere stato accusato di avere copiato la tesi di dottorato in Diritto Internazionale.

Da parte sua, il premier Letta ha commentato le dimissioni del ministro dicendosi certo che "emergeranno rapidamente, e in tutta la loro limpidezza, la correttezza e il rigore morale che conosco essere fra i tratti distintivi di Josefa Idem e per i quali l'ho scelta e le ho chiesto di entrare a far parte del governo", facendo riferimento agli accertamenti iniziati proprio oggi presso la casa-palestra di Ravenna pietra dello scandalo. "Spero che sia salvaguardata ora la vita privata sua e della sua famiglia", ha concluso quindi il Presidente del Consiglio.

Un gesto atteso da più parti e considerato 'dovuto' in modo altrettanto bipartisan, che ha immediatamente acceso il dibattito su Twitter. "Le dimissioni rendono onore a Josefa Idem. Chiunque può fare il confronto tra lei e quel tale anziano evasore che andava con le minorenni", è il commento di Gad Lerner, che coglie l'occasione per fare il parallelo (inevitabile) con la sentenza del Processo Ruby, mentre @chiadegli scrive (esprimendo il pensiero di molti): "Cara @josefaidem il mio rispetto e la mia ammirazione per quel che ha fatto per il Paese non si spostano certo per questa roba da farisei". Ma non tutti sono così 'teneri'. @BettiGiacomo infatti dice : "Non hai fatto in tempo a metterti a sedere che giá stavi rubando. Vergognati" e @aesse nota acutamente: "Josefa Idem si dimette dopo la condanna a B. Ottima scelta di tempo - chapeau ai suoi consulenti per l'immagine - e/o compensazione pd-pdl?".

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