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Kyenge: "Cittadinanza a figli immigrati", Balotelli pronto a fare da testimonial. Pdl insorge

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Ospite di Lucia Annunziata a In mezz'ora, il ministro per l'Integrazione Cècile Kyenge ha ribadito quanto già è andata dicendo in questi giorni, ovvero che i figli di immigrati nati in Italia hanno diritto alla cittadinanza, il cosiddetto ius soli. "Non è una priorità del mio ministero, è la società che lo chiede, il Paese sta cambiando", ha detto Kyenge, aggiungendo: "E' difficile dire se ci riuscirò", ma dicendosi pronta a "lavorare molto per trovare i numeri necessari", anche "con chi la pensa diversamente da me".

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Incalzata da Annunziata, che le ha chiesto se si dimetterà in caso di fallimento, il ministro ha risposto di non averci pensato, ribadendo che l'unico modo per "trovare i numeri necessari" è "lavorare molto", e quindi ha ricevuto dalla giornalista un assist - per restare in tema - che in effetti potrebbe sfruttare. La conduttrice di In mezz'ora infatti ha suggerito a Kyenge di ingaggiare Mario Balotelli come testimonial per la riforma della cittadinanza, approfittandone anche per domandarle cosa pensa di lui.

"Ognuno ha il suo carattere, ma lo ringrazio perché anche se subisce degli atti di razzismo, anche se è sotto tensione, a testa alta sta dando un contributo all'Italia, riesce a dare un valore aggiunto", sono state le parole del ministro, esprimendo con molta diplomazia apprezzamento e stima per il giovane calciatore e ricordando di quando, durante la campagna elettorale del 2004, fu aggredita con la sorella "da un signore che ci mise le mani addosso, ci diede del 'vu cumprà' e dei 'negretti'". E dopo la partita Milan-Torino, Super Mario, informato dello scambio di battute durante la trasmissione su Raitre, si è detto "disponibile a ogni iniziativa o proposta che provenga dalle istituzioni, tesa alla lotta al razzismo e alle discriminazioni".

Kyenge poi ha raccontato della sua storia personale, del periodo in Italia come irregolare e, a questo proposito, si è detta favorevole all'abolizione del reato di immigrazione clandestina, aggiungendo che poiché è di competenza del "ministro dell'Interno, Alfano", sarà necessario lavorare insieme e instaurare un dialogo costruttivo. Sempre sullo stesso argomento, la titolare dell'Integrazione ha anche detto che è necessario "rivedere la struttura dei Cie e lo stato di emergenza" per quanto concerne gli sbarchi, spiegando che "la direttiva europea non chiede all'Italia di mettere nei Cie persone malate, fragili, minori, ma solo persone pericolose o criminali".

Posizioni progressiste e di grande innovazione, che però hanno trovato immediata opposizione nel Pdl, con il portavoce vicario Anna Maria Bernini che ha definito le dichiarazioni di Kyenge "perfettamente legittime se espresse a titolo personale", ma "fuori luogo se pronunciate nelle vesti di ministro della Repubblica in un governo di coalizione, che vive anche grazie al sostegno del Pdl, e ai suoi voti sui singoli provvedimenti". "Il ddl sullo ius soli e l'abolizione del reato di immigrazione clandestina non sono delle priorità di questo momento", ha concluso Bernini, invitando il premier Enrico Letta a chiarire ai suoi ministri "i confini politici e programmatici di questo esecutivo". E analoghe considerazioni sono arrivate anche da Renato Schifani, che ha ribadito che da parte dei singoli è necessario usare "maggiore cautela" ed evitare "proclami solitari, senza che gli argomenti siano discussi e concordati in un ambito collegiale".


Cècile Kyenge parla di Mario Balotelli a In Mezz'ora

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