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La Camera dice 'no' alle indagini su Lunardi

L'ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pietro Lunardi, oggi deputato del Pdl, è stato graziato dalla Camera. L'onorevole era infatti indagato per corruzione, in concorso con l'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, con l’accusa di aver acquistato nel 2004 un intero palazzo di cinque piani in via dei Prefetti a Roma, versando un prezzo di favore a Propaganda Fide, in cambio dell'erogazione di finanziamento pubblico pari a 2,5 milioni di euro per la ristrutturazione di un immobile a Piazza di Spagna.

Il 'salvacondotto' però è arrivato direttamente dal Parlamento. E' stato approvato infatti con 292 voti a favore, 254 contrari e 2 astenuti il parere della Giunta per le Autorizzazioni che prescriveva la restituzione degli atti al collegio per i reati ministeriali del Tribunale di Perugia.

Ovviamente soddisfatto Lunardi, che a mezzo stampa ha dichiarato: 'Oggi è stato fatto un primo passo importante per fare chiarezza'.

Di diverso parere Massimo Donadi (Idv) che ha contestato senza remore la decisione dei colleghi. 'È la cricca che si autoassolve, - ha dichiarato il braccio destro di Antonio Di Pietro - un voto che dimostra la volontà di autoconservazione della casta'.

(foto © LaPresse)

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