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La Cgil ha indetto lo sciopero generale per il 6 settembre 2011

  • LaPresse

La Cgil ha indetto ieri, al termine della riunione dei segretari generali di categoria e territoriali, lo sciopero generale di otto ore per il prossimo 6 settembre, con manifestazioni articolate a livello territoriale, e lo ha fatto proprio nel giorno in cui la manovra è approdata in commissione Bilancio al Senato. La mobilitazione è stata indetta 'contro, e per cambiare, la manovra iniqua e sbagliata del governo'.

Lo stop di 8 ore indetto ieri dalla segreteria confederale ha di fatto bruciato i tempi rispetto alla riunione del direttivo Cgil che era prevista per il 30 ed il 31 agosto. Il segretario generale Susanna Camusso ha illustrato le modalità dello sciopero e le proposte della Cgil alternative alla manovra del governo nella conferenza stampa organizzata questa mattina 'in piazza, di fronte al Senato', proprio in coincidenza con un presidio del sindacato contro la manovra. Le proposte riguardano sia la manovra di luglio che quella di agosto. La prima è inerente il Fisco. A tal proposito la Camusso ha detto: 'Chi ha di più è chiamato in questa stagione a dare di più'. Come il Pd, anche la Cgil ha presentato una 'contromanovra'. Questi alcuni dei punti: introduzione di una tassa sui grandi patrimoni; criterio misto per il contributo di solidarietà; tassa sui grandi immobili per un anno, compresi quelli della chiesa per fini commerciali; ritorno della tassa di successione per i grandi patrimoni; tracciabilità dai 500 euro in sù; seria riforma istituzionale; no alla svendita della partecipazioni statali.

Obiettivo dello sciopero è cambiare la manovra, cancellare quel che non va bene e mostrare al governo qual è l'atmosfera all'interno delle fabbriche e degli uffici. Critico nei confronti della mobilitazione il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ha affermato: 'Dal mio punto di vista è un'iniziativa ingiustificabile, ma rispetto la volontà di una grande organizzazione. Tuttavia noto che nel contesto che viviamo lo sciopero è straordinariamente contraddittorio con l'esigenza di sostenere la crescita, la produzione e l'occupazione. La conflittualità appartiene al tempo in cui si produce ricchezza'.

Nel frattempo il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha presentato i dieci punti della propria 'contromanovra'. Ieri il segretario del Pd ha detto: 'Saremo pronti per venerdì con i nostri emendamenti alla manovra. Non so se governo e maggioranza lo saranno. Ma questa è la nostra responsabilità, siamo pronti a discutere in Parlamento. Se ci saranno rinvii saranno rinvii loro. Questa manovra è una torta a strati indigeribile'.

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