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La Gabbia, Santanchè su Travaglio: "Non so se ama le donne". Il giornalista: "Lei non potrà verificarlo"

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di Claudia Gagliardi

Gianluigi Paragone aveva promesso che il suo talk-show su La7 sarebbe stato diverso dagli altri, politicamente scorretto e fuori dagli schemi, che avrebbe evidenziato i contrasti tra il potere politico-finanziario e i cittadini, perchè "la gabbia è quella che lo Stato ha messo attorno ai cittadini. Le sbarre sono la burocrazia, le diseguaglianze sociali, il carico fiscale da record, l’evasione". Si intitola proprio così, La Gabbia, il programma che ha debuttato su La7 mercoledì in prima serata: un esordio che, almeno nelle prime battute, non ha mostrato nulla di diverso dai format tutti uguali che riempiono i palinsesti quasi tutto l'anno, visto che a dibattere (tanto per non cambiare) sulla decadenza di Berlusconi dal Senato c'erano Daniela Santanchè e Marco Travaglio.

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A differenza dello scontro di due giorni prima ad Otto e mezzo tra lo stesso Travaglio e la senatrice Casellati, in cui nonostante i toni da rissa qualche concetto compiuto è stato espresso da entrambe le parti, a La Gabbia il catfight ha prodotto solo insulti, battute, siparietti trash e zero informazione. Perchè il confronto sul tema non c'è stato, se non tra un'offesa e l'altra. Ad aprire il fuoco, come sempre, Daniela Santanchè, che si è presentata in studio munita di un documento attestante una condanna in via definitiva per diffamazione a carico di Travaglio. Ergo, ha fatto sapere la Santanchè, "lo chiamerò delinquente, come lui chiama Berlusconi", perchè secondo la pitonessa del Pdl, se il suo leader è un pregiudicato tecnicamente lo è anche Travaglio.

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Poco importa poi, se nel primo caso si tratta di una mastodontica frode fiscale compiuta da un ex premier che ancora siede in Parlamento e nel secondo di una condanna per diffamazione ad un giornalista che in trent'anni di carriera ha fatto le pulci un po' a tutto e tutti. Per la Santanchè tutti i condannati sono uguali. E poco importa anche se le cause per diffamazione sono pane quotidiano per i giornalisti, come sa bene la Santanchè, visto che il compagno Sallusti era stato condannato al carcere, salvo poi essere graziato dal Capo dello Stato. Glielo ricorda Travaglio: "Nella mia carriera ho subito 300 processi per diffamazione, 6 volte più di quelli che dice di aver avuto Berlusconi (...) Noi giornalisti veniamo denunciati per gli articoli che scriviamo. Le cause per diffamazione per i giornalisti sono come i tamponamenti per gli autisti, incidenti di percorso. Ma se vuole qualche informazione su giornalisti delinquenti chieda in famiglia".

Tra un commento sul voto in Giunta e quello in Aula (che quasi certamente sarà segreto e potrebbe rivelare la presenza di franchi tiratori nel Pd in soccorso di Berlusconi), la decadenza di Berlusconi rimane il tema centrale della prima parte de La Gabbia, che però si trasforma in un botta e risposta continuo tra i due ospiti. Travaglio conia un neologismo per definire la trovata della Santanchè di sventolare una condanna per diffamazione come se questo togliesse qualcosa alla gravità del reato per cui è stato condannato Berlusconi: "E' una poveracciata, una cosa miserabile". Mentre la sua avversaria ogni due per tre tira in ballo Ingroia, Magistratura democratica e le toghe rosse ("Il suo amichetto Ingroia gli italiani si sono vergognati di votarlo"). Ma il livello del programma sprofonda definitvamente quando è lo stesso conduttore ad innescare un giro di battute trash, sostenendo che dopotutto Travaglio stia facendo "godere" la Santanchè con questo scontro senza esclusione di colpi. E la pitonessa del Pdl perde completamente il controllo: "No Travaglio, lei non mi fa nè ridere nè godere". E poi: "Non lo so se a Travaglio piacciono le donne, visto come le tratta. Ho molta letteratura su di lui". Magistrale la risposta del giornalista: "Le assicuro che lei non avrà mai la possibilità di verificarlo".

Ma sulle donne la Santanchè non si arrende. Se Travaglio l'ha definita una "cosiddetta signora", un modo di dire che peraltro proprio Berlusconi usò rivolgendosi alle ospiti di Gad Lerner in una storica puntata de L'Infedele, la deputata Pdl rincara la dose suscitando l'ilarità generale: "Imparate da Berlusconi come si trattano le donne". Ma non era lei che nel 2008 diceva di diffidare dal Cavaliere perchè "vede le donne solo orizzontali"? Vabbè, acqua passata. In un dibattito dai contenuti quasi inesistenti, la discussione si conclude tra un "lei raglia" (Santanchè dixit) e un "lei è da Tso, cambi spacciatore" (Travaglio respondit). Ma soprattutto con un annuncio di querela da parte di Travaglio quando la Santanchè dichiara che il giornalista avrebbe fatto "vacanze con mafiosi" (il riferimento è all'ex maresciallo Pippo Ciuro, condannato per favoreggiamento): "Brava, si è appena beccata una querela, ci vediamo in tribunale". E così via al prossimo blocco di trasmissione, perchè finalmente si parli di cittadini e dei loro problemi reali. Forse.

Lite Santanchè-Travaglio a La Gabbia

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