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La gaffe di Scajola a Civitavecchia

"Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruito questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro".


Queste le parole, pronunciate ieri da Claudio Scajola in occasione dell'inaugurazione della centrale Enel a carbone di Civitavecchia, al centro dell'ultima gaffe del ministro dello sviluppo economico. Vite umane come "effetti collaterali" di un progetto di grande crescita industriale. Tra le tante critiche e la replica del ministero, c'è chi grida alla strumentalizzazione.

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Orazio Licandro, responsabile organizzazione del Pdci: "Scajola non è nuovo a queste sgradevolissime gaffes. Il riferimento ancora una volta alla perdita di vite umane come effetto collaterale sopportabile fa rivoltare lo stomaco". Per l'esponente Pdci "nelle democrazie serie per assai meno si va a casa e non si torna più sulla scena politica, ma l'Italia rappresenta la solita anomalia".

Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio: "Gaffe imperdonabile per chiunque, figuriamoci per un ministro della repubblica. Il minimo è che Scajola chiarisca, o chieda scusa alle famiglie degli operai caduti nel cantiere della centrale".

L'assessore a Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio Alessandra Tibaldi: "Parlare, come ha fatto il Ministro, di 'perdita di qualche vita umana', come se questa fosse una variabile inevitabile e dipendente delle esigenze del mercato - prosegue Tibaldi - è un'offesa ai più elementari principi della convivenza civile, sinonimo di una cultura politica che antepone il profitto alla vita e alla dignità umana. Ai cittadini di Civitavecchia e di tutto il comprensorio nonchè alle famiglie dei lavoratori che hanno sacrificato la propria vita lavorando alla costruzione dell'impianto, ribadisco la mia vicinanza e la mia contrarietà alla realizzazione della centrale".

Secca la replica del ministero dello Sviluppo Economico in riferimento: "Durante il suo intervento all'inaugurazione della centrale Enel di Civitavecchia, questa mattina, il Ministro Scajola si è limitato a ricordare i due operai che hanno perso la vita durante i 4 anni di cantiere, come aveva già fatto l'Amministratore dell'Enel Fulvio Conti che aveva detto "sudore, intelligenza, esperienza e, purtroppo, anche dolore hanno costruito questo impianto" citando i nomi delle due vittime. È seguito un grande applauso della platea in un clima di intensa commozione". Quello che ha detto il ministro, si aggiunge, è "tutto il contrario del significato che il signor Licandro cerca strumentalmente di attribuire alle parole di Scajola".

"Scajola è un signore e di certo non voleva offendere nessuno. Strumentalizzare un passaggio del suo intervento a fini politici mi sembra fuori luogo". Così, infine, il segretario della Dca-PdL, Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma.

Dovere di cronaca impone di ricordare la precedente gaffe di Scajola che, nel 2002, definiva Marco Biagi un "rompicoglioni". Tali parole erano costate la poltrona al ministro.

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