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La Lega propone il divieto di indossare il burqa

I toni dello scontro politico si alzano sempre di più e, ancora una volta, è la Lega Nord a sfidare gli altri leader politici presentando una nuova proposta di legge: mettere in carcere chi usa il burqa.

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La Lega Nord ha infatti depositato, lo scorso 2 ottobre, un testo di legge che modifica la legge 645 del 1975 in materia di tutela dell'ordine pubblico allo scopo di punire chi "in ragione della propria affiliazione religiosa" indossa in pubblico indumenti che rendono "impossibile o difficoltoso il riconoscimento".

La legge del 1975 già vieta di utilizzare "senza un giustificato motivo" indumenti o accessori che impediscano il riconoscimento della persona ma la Lega si spinge oltre e chiede che sia eliminata la dicitura "senza un giustificato motivo".

La pena prevista dalla Lega è l'arresto se si è colti in flagranza di reato, reclusione fino a 2 anni e una multa che può arrivare a 2.000 euro.

Immediate le reazioni politiche con Donatella Ferranti del Pd che dichiara: "come può una legge parlare di affiliazione religiosa? Le suore sarebbero affiliate?".

A sua volta Emma Bonino è convinta che "indossare il burqa o il niqab integrale in pubblico viola le leggi dello Stato e il concetto della piena assunzione della responsabilità individuale" mentre l'europarlamentare del Pd Debora Serracchiani sostiene che "la Lega usa strumentalmente l'argomento dell'ordine pubblico e si colloca sullo stesso piano delle fiaccolate contro le moschee e i cimiteri islamici, ma tocca un problema vero".

Si scopre intanto che proprio l'opposizione ha presentato una proposta di legge che non vieta l'utilizzo del burqa a condizione che il volto sia riconoscibile pena l'arresto da 3 a 6 mesi e una multa da 300 a 600 euro.

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