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La lettera di Mina sul blog di Beppe Grillo

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E' il momento di Beppe Grillo e del "suo" Movimento 5 Stelle. Il comico genovese cavalca da sempre l'onda dell'antipolitica, oggi divenuta tsunami anche a causa degli ultimi scandali che hanno investito (tra gli altri) Lega Nord e Regione Lombardia.

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Forte di una base attivissima e super informatizzata, il partito dei grillini ha ricevuto il 5 maggio un sostegno "vip" di quelli da incorniciare. E' infatti apparsa sul sito di Beppe Grillo una lettera di endorsement davvero blasonata: la firma in calce alla missiva è infatti di Mina.

La regina italica del bel canto ha redatto una sorta di manifesto dell'antipolitica, attaccando i vecchi politicanti dediti a operazioni si "imenoplastica" volte a recuperare (almeno all'apparenza) la "verginità" da tempo perduta. Ecco alcuni stralci del testo di Mina:

"Si chiama imenoplastica. È un intervento semplice, poco doloroso, dal costo accessibile e di grande effetto, a patto che il chirurgo rispetti la deontologia del segreto professionale e che gli utilizzatori terzi (del pezzo) successivi siano diversi dai precedenti. Anche un po' più faciloni e di bocca buona, a dire la verità" [...]

"A reclamare tale ammodernamento anatomico si sono impegnati i grandi uomini della prima, della seconda, della terza, della quarta, della ennesima repubblica. Leggermente sputtanati e disfatti in decenni di infernale e volgare promiscuità e sfrenato onanismo, senza controllo e con autoreferenzialità, stanno rivalutando all’improvviso il concetto di purezza" [...]

"La schiera dei 'rifatti' comprende anche politologi, finedicitori di politica, economisti dell’ultima ora e bellimbusti di contorno, giornalisti compiacenti, adulatori prezzolati. Vestali di ritorno, risettati nella morale situata negli organi genitali, si apprestano a riprendere il rituale dei baccanali" [...]

Mina non salva nessuno...o quasi. L'unico a cui dà nome e cognome (a differenza dei vecchi politicanti che non lo nominano mai) è proprio Beppe Grillo: "E poi il colpo finale, la mazzata che ammutolisce la sala della televisione. Beppe Grillo. Incontrollabile, sottovalutato, diverso, è adesso minaccioso veramente. Compare sostanzioso nella sua percentuale e inarrestabilmente spacca equilibri e logiche. Non ne avevano mai parlato. Nel calderone dell’antipolitica ci stava tutto, Beppe Grillo compreso. Che bisogno c’era di aver paura di un'alternativa senza qualifica, appartenenza, categoria di riferimento? L’ideologia del bunga e dell’antibunga erano sufficienti a eletti ed elettori per il funzionamento di Stato, società e politica estera. Ora bisogna fare i conti con lo spauracchio".

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