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La sconfitta elettorale dei gemelli Kaczynski

La Polonia ha un nuovo partito di maggioranza: la "Piattaforma Civica" (PO) di Donald Tusk. Dopo due anni di governo nazionalista, antieuropeo e autoritario, i gemelli Kaczynski subiscono la sconfitta e portano a casa un "risicato" 31,1% contro il 43,6% dei consensi ottenuto dal PO di Tusk.

All'indomani delle elezioni che hanno visto un'affluenza record alle urne (55,3% degli aventi diritto) entrano al Sejm, la Camera bassa del parlamento polacco, due nuovi partiti: Sinistra e Democratici (LiD) dell'ex presidente Aleksander Kwasniewski col 12,6%, e il Partito dei contadini con l'8,3%. La distribuzione dei seggi, in base a dati ancora in parte provvisori, dovrebbe essere la seguente: 226 al PO, 156 al PiS, 50 al LiD e 27 al Psl. Al Senato invece, dovrebbero andare 67 seggi al PO, 26 al PiS, 5 al LiD e 2 agli indipendenti.

Dopo una crisi di governo durata mesi e sfociata nella fuoriuscita dalla coalizione dei due alleati del Pis - la Lega delle famiglie polacche (Lpr) e Samobroona (Autodifesa), si è assistito a una campagna elettorale senza esclusione di colpi (e di politicanti ignude). Il Po di Donald Tusk ha presentato un programma basato sul'accelerazione delle riforme economiche, promettendo il "miracolo capitalista polacco" atteso da decenni e mai mostratosi veramente. Il Pis dei gemelli Kaczynski ha invece insistito sulla lotta alla corruzione e sulla "epurazione" del rimanente apparato comunista ricorrendo spesso a metodi dubbi come il ricorso ai servizi segreti finalizzato a discreditare gli avversari politici.

C'è chi parla di "fine politica" dei Kaczynski, difficile dirlo. Intanto aspettiamo i dati elettorali ufficiali e documentiamo la soddisfazione di una sostanziosa fetta di elettori polacchi provati da due anni di politica spesso poco allineata con gli standard delle moderne democrazie.

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