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La Turchia censura Facebook, Twitter e Youtube per le foto del giudice ostaggio dei terroristi

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Clima pesante in Turchia, dopo l’escalation di violenza innescata dall’azione terroristica del Dhkp-C a Istanbul ed altri episodi che nel giro di pochi giorni hanno fatto scattare l’allarme sicurezza, in un Paese attraversato da preoccpuanti spinte eversive a due mesi dalle elezioni politiche.

Mehmet Selim Kiraz sequestrato e ucciso da un commando di terroristi a Istanbul

La pubblicazione delle foto del giudice Mehmet Selim Kiraz, ostaggio dei militanti di estrema sinistra, con una pistola puntata alla tempia, sui principali organi di stampa e siti web ha scatenato un’ondata di polemiche in Parlamento attirando l’attenzione della magistratura interessata a reprimere la diffusione di immagini ritenute “pericolose” per l’ordine pubblico.

Da qui il provvedimento, scattato nelle scorse ore anche se applicato in maniera parziale fino ad oggi, di stop preventivo a Youtube, Facebook e Twitter, tanto per citare i social network più popolari al mondo, al fine di porre immediatamente un argine alla propaganda di terroristi ed eversori contro le istituzioni nazionali.

(Il crudele ricatto dei terroristi del gruppo brigatista Dhkp-C alle istituzioni nazionali)

Lo shock provocato dalla morte del procuratore di Istanbul per mano dei brigatisti entrati durante un lungo black out dentro il palazzo di Giustizia per sequestrare un importante “nemico”, ha scosso profondamente tutta la Turchia: la spirale di attentati dei giorni seguenti, culminata nell’assalto alla questura della stessa città dove è stato ucciso Kiraz, ha indotto le autorità a mettere in atto un giro di vite contro le forze “eversive” ben radicate nel web.

Oltre a Facebook, Twitter e Youtube (inaccessibili da stamattina), potrebbero al più presto cadere nel mirino della censura ben 166 siti internet, ritenuti dalla magistratura responsabili di gravi violazioni delle norme sulla sicurezza, in virtù della messa in rete delle foto del giudice sequestrato il 31 marzo scorso dagli uomini armati del Dhkp-C nell’edificio di Caglayan.

Ulteriori sanzioni sono state già notificate a singoli giornalisti, finiti sotto inchiesta per la pubblicazione delle immagini proibite su testate di vario livello, mentre dopo il bavaglio ai social network potrebbero arrivare leggi speciali incentrate sul conferimento di poteri straordinari alla polizia in chiave anti-terrorismo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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