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Lacrimogeni dal Ministero, la perizia. Poliziotto indagato per scontri a Roma

  • TgCom24

A tre giorni dai violenti scontri di Roma e di altre città con le cariche della polizia contro i cortei studenteschi, a far discutere l'opinione pubblica è la diffusione dei due video (uno diffuso da Repubblica, l'altro da Tgcom24) che riprendono lacrimogeni lanciati, almeno apparentemente, dalle finestre dell'ultimo piano del ministero della Giustizia. Un episodio gravissimo su cui il ministro della Giustizia Paola Severino ha avviato un'indagine interna.

Lacrimogeni dal Ministero: il secondo video

Oggi è arrivata la perizia scientifica dei carabinieri sul filmato amatoriale: la relazione conferma la prima ipotesi, molto criticata, che era stata avanzata dal questore di Roma Fulvio Della Rocca. Ossia, le scie di fumo visibili nel video corrisponderebbero a quelle lacrimogeni sparati dalla strada che si sono infranti sulla facciata del palazzo. Secondo il Racis (Raggruppamento investigazioni scientifiche) l'esito della perizia è chiaro: "I lacrimogeni piovuti dal ministero della Giustizia sui manifestanti in fuga in via Arenula, ripresi da diversi video amatoriali, sono stati lanciati da Ponte Garibaldi e rimbalzati sui muri del palazzo".

A riprova di questa tesi, secondo la relazione, c'è l'analisi della gittata dei lacrimogeni mostrati dai video, che secondo la perizia "è dell’ordine di 100-150 metri, coincidente con il posizionamento delle Forze di polizia all’altezza di Ponte Garibaldi". Di qui la conclusione del reparto scientifico dei carabinieri: "E' di tutta evidenza che la traiettoria ondeggiante può essere prodotta solo in fase di ricaduta e non in fase ascendente".

Manifestante aggredito a manganellate: guarda il video

La relazione firmata dal generale Enrico Cataldi è stata già inviata al ministro della Giustizia e alla procura di Roma, impegnata nell'indagine sugli scontri durante i cortei studenteschi nella Capitale. Un agente è stato iscritto nel registro deli indagati per l'aggressione di un manifestante, documentata da un filmato che lo ritrae mentre prende a manganellate sul volto un ragazzo inerme riverso in terra. Il poliziotto è stato identificato e risulta indagato per uso sproporzionato della forza. Il pm Luca Tescaroli sta raccogliendo materiale probatorio anche rispetto alla vicenda di un altro agente, fotografato mentre colpisce alle spalle un manifestante isolato che sta camminando. Foto e video sono stati acquisiti dalla Digos e sembra che il poliziotto sia già stato ascoltato dagli inquirenti.

Nel generale clima di tensione di questi ultimi giorni, le proteste studentesche sono esplose anche durante l'incontro a Rimini per la Giornata della legalità: nel mirino di un gruppo di una quindicina di giovani dei collettivi studenteschi stavolta è finito il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, conetestata con urla e fischi. Alcuni ragazzi hanno esposto lo striscione con su scritto "stop violenze polizia, identificativi sulle divise", per chiedere che gli agenti di pubblica sicurezza siano resi riconoscibili nelle loro responsabilità.

Una ragazza è stata invitata a salire sul palco e ha attaccato duramente la Cancellieri ricevendo molti applausi: "È inaccettabile che il ministro dell'Interno, che ha comandato di caricare gli studenti, stia qui a parlare di legalità. Alle manifestazioni c'è stata una reazione spropositata fatta di manganellate e gas Cf sparato ad altezza d'uomo: atti di una violenza inaudita. È una vergogna venga a Rimini a parlare di legalità". Il ministro ha risposto nel merito alle richieste di utilizzare un identificativo per gli agenti da indossare su caschi e divise: "E' una cosa su cui stiamo lavorando ma che non deve mettere in pericolo l'operatore (...) Si può ragionare sul numero, ma non sul nome. L'identificativo va fatto in maniera da tutelare la sicurezza dell'operatore". Infine la questione dei lacrimogeni lanciati dal Ministero di Giustizia. La Cancellieri ha provato a rassicurare la platea: "C'è un'inchiesta, ci sta lavorando il ministro Severino: siamo in contatto, abbiate fiducia".

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