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Laura Boldrini diffamata, Antonio Mattia indagato: il giornalista postò online la foto osè

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Si chiama Antonio Mattia il primo indagato per diffamazione aggravata nell'inchiesta sulle minacce subite dalla presidente della Camera Laura Boldrini e sui fotomontaggi che la riguardano. La Procura di Roma indaga sulle immagini oltraggiose e i messaggi ingiuriosi contro la Boldrini apparsi sul web nelle ultime settimane.

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Il giornalista Antonio Mattia sarebbe stato il primo a postare sulla sua pagina Facebook un fotomontaggio che ritrae la Boldrini nuda: l'immagine ritrae una donna senza veli in una spiaggia di nudisti, inizialmente spacciata per la Presidente della Camera. Foto false e messaggi minacciosi sono già stati rimossi per ordine della Procura: il gip del tribunale di Roma ha affidato agli agenti della polizia postale la chiusura delle pagine web e dei commenti offensivi.

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A Piazzale Clodio si sottolinea che l'iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta "alla luce della normativa esistente che consente l'identificazione di coloro che, travalicando i limiti della corretta informazione, oltrepassano il legittimo diritto di cronaca e di critica giornalistica". L'inchiesta, affidata al pm Luca Palamara, contempla i reati di minacce, diffamazione e violazione della privacy.

Alla Boldrini negli ultimi giorni sono arrivate manifestazioni di solidarietà bipartisan: il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso ha parlato di "sessismo e razzismo" nei confronti della terza carica dello Stato, attaccata in quanto donna e rappresentante delle istituzioni. Nichi Vendola, presidente di Sel (partito con cui la Boldrini ha presentato la sua candidatura al Parlamento) ha definito la Presidente della Camera una "donna coraggiosa" per il fatto di aver denunciato "l'umiliazione perenne delle donne sul web e nella vita quotidiana". Solidarietà anche da Pdl e Pd, così come dal Movimento 5 Stelle nella persona della capogruppo alla Camera Roberta Lombardi: "Massima solidarietà alla presidente Boldrini per le minacce sul web. Le ho subite anche io via posta ordinaria, ma non per questo chiedo una sua limitazione. Nonostante la violenza subita attraverso il web, crediamo fermamente nella libertà della rete e rifiutiamo qualsiasi sua limitazione".

Il riferimento della Lombardi è ad un'intervista rilasciata da Laura Boldrini a Repubblica, in cui la Presidente ha invitato ad aprire una riflessione seria sulla violenza che circola nel web ed in particolare quella di genere: "So bene che la questione del controllo del Web è delicatissima. Non per questo non dobbiamo porcela" aveva dichiarato la Boldrini suscitando aspre polemiche in rete. Alle sue parole avevano fatto eco quelle del presidente del Senato Pietro Grasso: "Si devono avere delle leggi che colpiscano i reati commessi attraverso il Web, di qualsiasi tipo: dall'insulto alla minaccia, dall'ingiuria alle cose anche più gravi". Entrambi hanno poi specificato di non aver invocato alcuna "legge speciale" per il web, ma di avere chiesto che fosse aperto un dibattito politico sul tema.

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