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Laura Boldrini minacciata sul web: "Basta all'anarchia della rete". Su Twitter è polemica

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Da quando è stata eletta Presidente della Camera, Laura Boldrini ha subito in tutta la loro forza gli effetti collaterali dell'improvvisa "popolarità" che assale chi si ritrova a ricoprire incarichi pubblici di una certa rilevanza. Una popolarità che spesso ti trsforma in bersaglio. Lei che ha speso tutta una vita in difesa dei diritti umani come ex portavoce dell'UNHCR (L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati), ora rappresenta la terza carica dello Stato: negli ultimi giorni è stata al centro del dibattito pubblico per alcune dichiarazioni forti che hanno fatto discutere (come sul caso Preiti, quando ha parlato di "vittime che diventano carnefici"), ma prima ancora per essere stata oggetto di insulti, accuse e minacce sul web.

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Di questo ha parlato in un'intervista rilasciata a Concita De Gregorio per Repubblica, in cui ha spiegato la difficoltà di ricevere decine di minacce di morte ed insulti gratuiti dal popolo della rete. Fotomontaggi che la ritraggono sgozzata e circondata dal sangue, che associano il suo volto a quello di donne stuprate o sodomizzate, centinaia di immagini che evocano torture e relativi commenti. "Io non ho paura" dice Laura Boldrini a Repubblica, ma è convinta che sia arrivato il momento di imporre delle regole e controllare "l'anarchia del web".

Qualche settimana fa è stata diffusa una foto di una nudista spacciata per la Boldrini: un falso che ha fatto il giro della rete in pochi giorni, di fronte al quale sono state attivate le misure previste dalla polizia postale. Ma quella è solo la punta dell'iceberg, visto che le intimidazioni, quasi sempre a sfondo sessuale, sono all'ordine del giorno: "So bene che la questione del controllo del web è delicatissima. Non per questo non dobbiamo porcela. Mi domando se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta, o attraverso una scritta sul muro, sia considerata in maniera diversa dalla stessa minaccia via web". Il problema delle minacce su Internet, spiega la Boldrini a Repubblica, è che la "giustizia cammina più lenta al cospetto della rete, quando arriva la minaccia è già altrove, moltiplicata per mille", in una sorta di "cultura della minaccia tollerata" e "giudicata tutt'al più una burla, come certi hanno scritto".

La questione ha subito scatenato polemiche aspre: come affrontare un problema che incide direttamente sulla libertà di espressione? E soprattutto, perchè il codice civile e penale e le leggi in materia di diffamazione non bastano ad isolare fenomeni del genere? Ma quello che preoccupa la Boldrini è un aspetto più complesso, che non attiene solo all'universo Internet. E' l'insieme di attacchi alle donne che rivestono incarichi pubblici, insieme al problema della violenza di genere che ha ricordato nel suo intervento di insediamento alla Camera e che trova terreno fertile nei reati commessi online, tendenti a sfociare nel sessismo: "Credo che ci dobbiamo tutti fermare un momento e domandarci due cose: se vogliamo dare battaglia - una battaglia culturale - alle aggressioni alle donne a sfondo sessuale. Se vogliamo cominciare a pensare alla rete come ad un luogo reale, dove persone reali spendono parole reali, esattamente come altrove. Cominciare a pensarci, discuterne quanto si deve, poi prendere delle decisioni misurate, sensate, efficaci. Senza avere paura dei tabù che sono tanti, a destra come a sinistra. La paura paralizza. La politica deve essere coraggiosa, deve agire".

Immediate le reazioni del web, e in particolare di Twitter, alle parole della Boldrini: accanto a chi lamenta un attacco alla libertà di espressione, c'è chi invita la Presidente della Camera a ridimensionare le sue paure ma anche le ambizioni di controllo. E poi c'è chi, come tanti giornalisti o politici di lungo corso, reagisce con un semplice: "Benvenuta nel club!"

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