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Laura Bovoli, madre di Renzi indagata a Genova? Si allarga l’inchiesta sulla società di famiglia

  • Huffington Post

Sembra destinata ad allargarsi, con effetti ancora imprevedibili, l’inchiesta giudiziaria che ha portato all’iscrizione (con l’accusa di bancarotta fraudolenta) nel registro degli indagati da parte della procura di Genova di Tiziano Renzi, padre del premier in carica.

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Anche la madre del segretario democratico, Laura Bovoli, stando alle indiscrezioni pubblicate stamattina dal quotidiano romano Il Messaggero, sarebbe sul punto di finire nel mirino dei magistrati, per la presunta conoscenza delle attività della Chil Post, fallita per debiti nel 2013, tre anni dopo la vendita ad opera del proprietario.

Da chiarire la posizione di Matilde e Benedetta Renzi, le due sorelle dell’ex sindaco di Firenze, parte integrante dell’organigramma aziendale e pertanto non estranee formalmente alle controverse vicende che hanno portato al fallimento della società di famiglia.

Su questo ed altri punti dell’inchiesta si concentrerà l’azione del capo della Procura Michele Di Lecce, coadiuvato dal pm Marco Airoldi e dal procuratore aggiunto Nicola Piacente nella conduzione delle complesse indagini sui familiari dell’attuale presidente del Consiglio.

(Fallimento Chil Post, indagato a Genova il padre del presidente del Consiglio Renzi)

Laura Bovoli, in particolare, dalle carte in possesso dei magistrati risultava essere socio di maggioranza con quote per 30mila euro in totale nel 2009, mentre Benedetta e Matilde possedevano nello stesso periodo sotto la lente degli inquirenti l’intero capitale sociale della Chil Post.

Ad ottobre del 2010 si è registrata la cessione sospetta, col passaggio di consegne ad una cifra molto bassa (duemila euro) dal padre Tiziano Renzi (pochi mesi prima divenuto titolare delle quote in precedenza intestate alle figlie) al nuovo socio Gianfranco Massone, tappa preliminare alla bancarotta della società di distribuzione di giornali.

Importante sarà, ai fini dell’accertamento delle responsabilità dell’uno o dell’altro indagato, stabilire come e quando sia maturato l’enorme deficit della Chil Promozioni, quantificato in un milione e trecentomila euro e reso ancora più sospetto dall’apertura di un mutuo presso il Credito Cooperativo di Pontassieve poco prima della vendita incriminata.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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