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Lazio, Nicola Zingaretti candidato alla Regione: "Farò piazza pulita del malaffare"

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Il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha sciolto le riserve: sarà lui il candidato del Partito democratico alle prossime elezioni per la presidenza della Regione Lazio. La sua candidatura era stata promossa ieri dal segretario del Pd nel Lazio Enrico Gasbarra, dopo la direzione regionale del partito. E oggi con una confernza stampa è arrivata la conferma dal diretto interessato.

Zingaretti si candida alla Regione: guarda il video

Zingaretti si propone per il dopo-Polverini con una dichiarazione programmatica tutta incentrata sui temi della trasparenza, della pulizia ed dell'efficienza. E dopo gli scandali che hanno travolto il Consiglio regionale non potrebbe essere altrimenti: "Oggi c’è una priorità assoluta - ha dichiarato Zingaretti in conferenza stampa - un’emergenza democratica che sarebbe un crimine sottovalutare: fare piazza pulita del malaffare alla Regione Lazio e del degrado morale della destra che ha vinto".

Nicola Zingaretti, candidatura con gaffe: guarda il video

L'auspicio del Pd è che intorno alla figura di Zingaretti, che dall'aprile 2008 guida la provincia di Roma, possa riunirsi una coalizione allargata non solo ai partiti di centrosinistra, ma soprattutto ad associazioni e movimenti, nel tentativo di coinvolgere la tanto invocata società civile che troppo spesso resta fuori dai palazzi del potere. La certezza da cui partire è la necessità di una bonifica della cattiva amministrazione e della malapolitica dilagante di cui il caso Fiorito è stata la manifestazione più estrema: "Il Lazio è una vicenda nazionale che dobbiamo risolvere noi. Non giriamoci dall'altra parte, dobbiamo ricostruire e rendere visibile la buona politica altrimenti le spinte, anche quelle antipopuliste, le danno altri".

Un'affermazione dall'eco ancor più forte nel giorno in cui l'ex capogruppo Pdl arrestato per peculato, nell'interrogatorio di garanzia, afferma che anche altri gruppi in Consiglio regionale si spartivano in maniera fraudolenta i fondi pubblici. "C'è bisogno di una rivoluzione che cambi tutto" ha concluso Zingaretti. E non è mancato uno strafalcione grammaticale che subito è diventato un piccolo tormentone sul web: "A me hanno imparato che quando si fanno le scelte politiche e personali...". L'inciampo linguistico non ha fermato il suo discorso, salvo poi giustificarsi su Twitter: "l'emozione fa brutti scherzi".

La candidatura di Nicola Zingaretti, fratello del più noto Luca (storico volto del Commissario Montalbano), annulla necessariamente le sue intenzioni di presentarsi alle primarie per la scelta del candidato sindaco di Roma che sfiderà l'uscente Gianni Alemanno. L'annuncio della corsa al Campidoglio era arrivata il 16 luglio scorso durante una manifestazione a Trastevere, con il lancio del progetto "Roma Partecipa", una piattaforma per la costruzione del programma elettorale attraverso il contributo degli elettori. Nel giro di pochi mesi lo scenario politico è stato completamente stravolto dalle dimissioni di Renata Polverini e dal conseguente scioglimento del Consiglio regionale. Così il Pd ha deciso di giocare la sua risorsa più accreditata per riprendersi la guida della Regione, mentre il candidato per la Capitale sarà scelto attraverso le primarie.

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