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Le 400 nuove auto blu di Monti

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UPDATE ORE 15.30: "GOVERNO: NON COMPREREMO NUOVE AUTO BLU"
Il Governo non acquisterà le nuove auto blu nel 2012 e auspica, per le amministrazioni territoriali, l'adozione di un'analoga impostazione. È quanto afferma Palazzo Chigi in una nota nella quale si precisa che il bando di gara della Consip sulle auto blu "non determina automaticamente l'acquisto di nuove autovetture".

Forse c'eravamo illusi a inizio anno, quando Super Mario presentò un decreto urgente al fine di ridurre drasticamente l'uso delle auto blu per tagliare i costi della politica.

E' notizia recente infatti l'acquisto di 400 nuove vetture destinate alla Pubblica Amministrazione. Non è un'ipotesi: il bando di gara è scaduto l'8 marzo scorso e l'acquisto da parte dello Stato è già in fase avanzata.

Il Governo giustifica la spesa di quasi 10 milioni di euro con la necessità di adeguare il parco macchine alle nuove direttive. Le nuove vetture "politiche" non devono superare i 1600cc di cilindrata. Ma per quelle attualmente in servizio non è prevista dismissione, e sono tante. 60mila per esser precisi: 10mila auto blu di alta fascia, per ministri e alti dirigenti, e altre 50mila auto di servizio, che ci costano complessivamente quasi 2 miliardi di euro l'anno.

La reazione politica più veemente arriva da Tonino Di Pietro: "È da mesi che continuiamo a chiedere al governo di spiegare l'acquisto di nuove auto blu. Abbiamo depositato diverse interrogazioni, a mia firma e a firma dell'on. Borghesi, per avere immediati chiarimenti su questa vicenda che è in palese contrasto con il contenimento dei costi della politica e della spesa pubblica".

"L'esecutivo- prosegue il leader dell'IdV - spudoratamente, ha dato una risposta burocratica. È assurdo, infatti, che per giustificare una spesa di 10 milioni di euro il governo abbia risposto che ne servono altre perchè le auto di servizio non devono superare i 1600 cc di cilindrata. Ma nessuno vieta di continuare ad utilizzare le vecchie macchine fino al loro esaurimento. È uno schiaffo nei confronti degli italiani e uno spreco inutile di risorse pubbliche. In un periodo di crisi come questo, in cui si chiedono sacrifici enormi ai cittadini, è grave che l'esecutivo spenda in un modo così dissennato i soldi degli italiani per i propri comodi.

Come al solito - ha concluso Di Pietro - il governo predica bene e razzola male: sin dal primo giorno ha promesso tagli alla casta, agli sprechi, ma ad oggi gli unici a pagare questa crisi sono stati i lavoratori, i pensionati e i giovani" [...] "Il governo faccia un passo indietro nel rispetto delle istituzioni e di quei cittadini che portano sulle spalle tutto il peso delle misure varate da questo esecutivo"

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