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Le intercettazioni, Bertolaso: "Lo Stato è vigliacco"

Le intercettazioni telefoniche dell'inchiesta sulla gestione dei rifiuti in Campania, chiamata "operazione rompiballe" perché proprio così, al telefono, il responsabile di un impianto della provincia di Caserta, Pasquale Moschella, e un dirigente della società Fibe parlavano della discarica aperta in località Lo Uttaro: "Rompiamo le balle, quelle più malprese, e le utilizziamo come scarti", diceva Picarone a Moschella il 21 aprile 2007, registrano anche la voce del sottosegretario Guido Bertolaso, all'epoca dei fatti commissario straordinario per l'emergenza in Campania che di lì a poco avrebbe presentato le dimissioni.

Il motivo dello sfogo di Bertolaso con il prefetto di Napoli Alessandro Pansa è costituito dall'opposizione all'apertura della discarica di Valle della Masseria da parte del ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio che proponeva invece il sito di Macchia Soprana. "Spero che non diano a te la responsabilità - dice Bertolaso a Pansa - perché ovviamente ho già mollato l'incarico alla luce di questa devastante vicenda di vigliaccheria assoluta da parte dello Stato. Per me la vicenda è conclusa, volevo che lo sapessi". "Mi dispiace un sacco", replica Pansa. E Bertolaso: "Vedrai che il ministro dell'Ambiente saprà tirare fuori qualche altro cilindro, troverà pure.. un sovrano che sarà in grado di gestire tutto molto più brillantemente di quel poco che sono riuscito a fare io".

Sempre riguardo alla discarica di Macchia Soprana, Bertolaso aveva parlato anche con Marta Di Gennaro: "Così come intendono farla loro (i tecnici del ministero n. d. r.) è una porcata", diceva la Di Gennaro del progetto su Macchia Soprana. E Bertolaso affermava: "Tu fai quello che può essere utile, che può servire... io ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del Ministero dell'Ambiente".

Nelle telefonate di numerosi indagati si parla di scempio ambientale, disastro ambientale, porcheria epica, e questo lascerebbe pensare a relazioni e dossier tenuti nel cassetto invece che indirizzati all'autorità giudiziaria. Sono emersi tentativi di ostacolare i carabinieri del Noe che stavano conducendo le indagini. In una conversazione del 2 ottobre scorso, l'amministratore di Impregilo, Massimo Malvagna, ora agli arresti, dice: "Ho capito che in Procura tira una gran brutta aria".

Dalle argomentazioni dei giudici Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo che hanno aperto l'indagine risulta che "pur di non interrompere la raccolta della spazzatura accatastata nelle strade sono state frustrate quelle "esigenze di salute pubblica che andavano tutelate". Questo perché, accusa la Procura, i rifiuti venivano lavorati "in totale difformità rispetto alle autorizzazioni ambientali", anzi in maniera "assolutamente fittizia".

Ad essere intercettata anche Marta Di Gennaro che tramtite sms scriveva a Bertolaso: "Guido, basta, così non va. È tutto sbagliato, centinaia di sindaci cafoni che rivendicano diritti, tutti che pretendono e se la prendono con noi anche quando va bene. Un sistema indegno, impianti vetusti e inutili che ammucchiano balle. Dobbiamo trovare il coraggio di andarcene, gli eroismi che ci piacciono tanto possono rovinarci". Un'inchiesta che punta a dimostrare come il ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania sia stato "imperniato su una attività di lavorazione assolutamente fittizia".

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