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Lega: da Belsito 200mila euro ai figli di Bossi

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Nuovi risvolti nelle indagini relative al tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito accusato, fra l'altro, di riciclaggio, appropriazione indebita, truffa ai danni dello Stato. Le procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria hanno ottenuto da Gianfranco Fini l'autorizzazione ad aprire la cassaforte del Carroccio, custodita in un ufficio della Camera.

Secondo indiscrezioni, dagli atti dei PM emergerebbe che Belsito, dimessosi ieri dall'incarico di tesoriere, avrebbe prelevato oltre 200mila euro per le spese personali dei figli di Bossi, mentre 200-300mila euro sarebbero state prelevate per le spese del SinPa, il sindacato padano fondato da Rosi Mauro.

BOSSI CHIEDE ALLA POLIZIA DI PICCHIARE E INVESTIRE I GIORNALISTI
Il Senatur, già normalmente poco incline alle buone maniere, colpito direttamente dallo scandalo, ha inveito pesantemente contro i giornalisti di LA7 che volevano intervistarlo: "Picchiateli!" ha urlato agli uomini della scorta (VIDEO IN BASSO). Poi un "Vaffanculo!" rivolto alle telecamere e di novo "Investiteli!". A un certo punto uno degli agenti, accortosi delle telecamere puntate, rimprovera Bossi: "Senatore noi siamo della Polizia di Stato, attenzione!"

"CIRCONVENZIONE D'INCAPACE": I COLONNELLI ACCUSANO RENZO
La riunione di ieri in via Bellerio pare sia stata tragica. Si narra di un Bossi incredulo, sconvolto di fronte alle accuse dei suoi nei confronti del figlio: "Renzo sta studiando econoimia, Mi ha fatto vedere il libretto", "Non è vero", replicano. "Mi ha detto che sta pagando la BMW in leasing", falso anche questo dicono. Il verdetto dei colonnelli nei confronti del "trota" e di Belsito è unanime: "Al di là delle responsabilità personali tutte da accertare, le accuse dei pm sono fondate". A questo punto Bossi, fuori di sè dalla rabbia, telefona al figlio, si alza e se ne va.

Gli ultimi testimoni ascoltati, oltre al tesoriere Belsito, sono la segretaria di Umberto Bossi, Daniela Cantamessa e Nadia Dagrada, dirigente amministrativo e responsabile del settore gadget della Lega.

I RAPPORTI CON LA 'NDRANGHETA
I magistrati sospettano inoltre che Belsito abbia utilizzato il denaro del partito anche per operazioni che niente hanno a che vedere con gli interessi del Carroccio. L'attenzione delle procure si sta concentrando su alcune iniziative economiche fatte da Belsito con società di imprenditori a lui legati e sul trasferimento in Tanzania e a Cipro di fondi della Lega - si parla di sei milioni di euro - nel quale risulta coinvolto un personaggio legato alla 'ndrangheta. Si tratta di Romolo Girardelli che, in un'intervista, ha però recentemente detto di non aver "segreti" e di non conoscere "gli affari di Belsito".

Un altro filone dell'indagine riguarda il sospetto che Belsito abbia finanziato la campagna elettorale regionale del figlio di Bossi, Renzo e un capitolo poi riguarderebbe la vicepresidente del Senato Rosi Mauro.

Gli interessati hanno smentito: il "trota" si è detto "sereno". "Non ho mai preso soldi dalla Lega, nè in campagna elettorale e neppure adesso da consigliere regionale", ha spiegato. "Anche la mia famiglia - ha aggiunto - di soldi dalla Lega non ne ha mai presi, per esempio deve finire ancora di pagare la ristrutturazione della casa di Gemonio, perchè i lavori sono stati fatti quando papà era ancora in ospedale" nel 2004. Renzo Bossi ha anche cercato di difendere Belsito: "Non è che l'amministratore ha sempre fatto quello che voleva, perchè è sempre stato controllato, quindi non ci sono bilanci opachi: c'è un Consiglio Federale che è a conoscenza dei bilanci della Lega, anche di tutti i gruppi parlamentari e regionali". La pasionaria Rosi Mauro smentisce categoricamente ogni ipotesi di un suo coinvolgimento: "Le accuse nei miei confronti sono del tutto infondate".

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