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Lega Nord, indagine su senatori: "Soldi per affitti e carte di credito"

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Uno scandalo (che potrebbe diventare di grosse proporzioni) si abbatte sulla Lega Nord proprio nei giorni in cui il Carroccio è impegnato in un braccio di ferro con il Pdl per definire i termini di un'eventuale alleanza in vista delle prossime elezioni: come rivela il quotidiano La Repubblica, infatti, la Procura di Roma avrebbe aperto un'inchiesta sulla gestione dei 3 milioni di euro erogati ogni anno al gruppo Lega Nord-Padania da parte del Senato della Repubblica.

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La cifra complessiva oggetto di indagine ammonterebbe a 15 milioni di euro (corrispondenti a 5 anni di legislatura) e nel mirino degli inquirenti ci sarebbero nomi noti del Carroccio: il capogruppo Federico Bricolo, il vice Lorenzo Bodega (passato al Gruppo Misto dopo i contrasti con Rosi Mauro), il segretario amministrativo Sandro Mazzatorta e il senatore Roberto Calderoli. A quanto risulta, Bricolo, Bodega e Mazzatorta avrebbero ricevuto stipendi extra in contanti, mentre Calderoli sarebbe stato il destinatario di una 'paghetta' da 2 mila euro e si sarebbe anche visto versare soldi per l'affitto (1.250 euro) e a copertura della carta di credito.

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Secondo le indiscrezioni trapelate, l'indagine coordinata dal sostituto procuratore Roberto Felici sarebbe alle battute iniziali, ma starebbe procedendo rapidamente grazie a una 'gola profonda', la segretaria del tesoriere del gruppo, senatore Piergiorgio Stiffoni, Manuela Maria Privitera. La donna, interrogata lo scorso 27 novembre, avrebbe infatti consegnato ai pm un memoriale completo di allegati e ricevute che testimonierebbe in maniera inequivocabile la gestione 'allegra' dei milioni di euro di fondi pubblici nelle disponibilità del gruppo.

Il filone di inchiesta è lo stesso delle rivelazioni di Stiffoni di qualche mese fa, che all'epoca dei fatti in un'intervista a Il Gazzettino raccontò di come avesse utilizzato il "conto di appoggio del Senato intestato a me" per fare "fatturare a mio nome i 50 mila euro per comprare i buoni" da Mediaworld, coinvolgendo Bricolo e Calderoli e rivolgendo durissime critiche anche a Roberto Maroni.

Anche Il Giornale si è occupato del dossier consegnato da Stiffoni ai pm e la ricostruzione dei rimborsi di Calderoli fatta dal cronista che aveva firmato il pezzo, Paolo Bracalini, aveva fatto infuriare il senatore leghista, che replicò alla testata affermando di non avere "né richiesto né ricevuto nessuna ingiustificata paghetta mensile dal gruppo Lega Nord del Senato".

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