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Legalizzazione cannabis: la proposta di legge in Parlamento, "Possibile possedere 15 grammi"

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La 'canna' libera anche in Italia entro il 2015. L'intergruppo parlamentare ha illustrato a Montecitorio la proposta per la legalizzazione della cannabis, fissando anche un obiettivo temporale preciso. L'impegno è riuscito a unire esponenti politici di diversa estrazione: dall'ex Pd e oggi leader di 'Possibile', Pippo Civati, al vicepresidente della Camera, il renzianissimo Roberto Giachetti.

E in mezzo il senatore e sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, la pasionaria del Movimento 5 Stelle, Paola Taverna, e il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto. Con un numero totale di 218 parlamentari favorevoli tra Camera e Senato. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha già bocciato l'idea: "Sono personalmente contrario: sarei per la legalizzazione e la regolamentazione della prostituzione, perché fino a prova contraria il sesso non fa male, la cannabis sì".

Il resort per fumare cannabis in libertà

Nello specifico la legge prevede che "i maggiorenni potranno detenere una modica quantità di cannabis per uso ricreativo, 15 grammi a casa e 5 grammi fuori casa", ha sottolineato Benedetto Della Vedova. Invece per i minorenni sarà confermato il divieto assoluto di possesso e consumo di cannabis. La normativa illustrata include anche la possibilità di produzione. "Sarà possibile coltivare in casa fino a cinque piante e detenere il prodotto da esse ottenuto, previa una semplice comunicazione. È invece vietata la vendita del raccolto e la comunicazione, attraverso una modifica della legge sulla privacy, sarà trattata come richiesto dai dati sensibili", ha ribadito Della Vedova. La proposta parla anche dalla nasci dei Cannabis Social Club, composti al massimo da 50 persone, in cui si potranno coltivare fino a 250 piante ma senza scopo di lucro. Resta il divieto al consumo in luoghi pubblici.

"L’opzione antiproibizionista sulla marijuana non è più semplicemente un’idea, ma è diventata una concreta strategia di governo, con effetti positivi sul piano sociale, sanitario e del contrasto alle organizzazioni criminali e con una dimostrabile efficienza sul piano fiscale", spiegano i sostenitori della proposta. "Pensiamo che anche in Europa e in Italia abbia senso lavorare per seguire l’esempio dei paesi che per primi sono passati a un sistema di piena regolamentazione legale della produzione, vendita e consumo della cannabis, adattandone le caratteristiche al nostro contesto sociale e giuridico. E pensiamo che debbano essere proprio i legislatori a organizzare una vera riflessione pubblica su questo tema", aggiungono ancora.

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