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Legge anti-movimenti del Pd: "Alle elezioni solo partiti". Grillo: "Allora M5S non ci sarà"

  • beppegrillo.it

E' stata già denominata "legge anti-movimenti" la proposta che porta la firma di due big del Partito Democratico: i senatori Anna Finocchiaro e Luigi Zanda propongono un ddl che esclude dalla competizione elettorale i soggetti politici non organizzati nella forma del partito. In sostanza, la proposta di legge prevede che i soggetti non dotati di personalità giuridica non possano presentarsi alle elezioni nè accedere a finanziamenti pubblici.

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Se la legge fosse approvata così com'è dal Parlamento, di fatto vorrebbe dire sbarrare la strada a tutte le associazioni non registrate e senza uno statuto pubblicato in Gazzetta Ufficiale: questi soggetti non potrebbero partecipare alle elezioni a qualsiasi livello, dalle amministrative alle politiche. La prima vittima evidente di queste disposizioni sarebbe il Movimento 5 Stelle di Grillo, che ha sempre rifiutato di costituirsi nella forma del partito politico, tanto da autoregolarsi attraverso un documento che prende il nome di "Non-Statuto".

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La reazione di Grillo è arrivata immediata dal suo blog: la proposta del Pd, per il leader 5 stelle, è un attacco frontale al soggetto politico che ha preso oltre 8 milioni di voti e a cui lo stesso partito, poco più di un mese fa, ha chiesto il sostegno ad un governo guidato dal centrosinistra. Se l'escamotage giuridico di escludere le associazioni dal voto dovesse passare in Parlamento, il Movimento sarà fuori dalla partita elettorale, con tutte le conseguenze del caso: "Se questa legge passa non ci presenteremo alle prossime elezioni - scrive Grillo sul suo blog - Il Movimento 5 Stelle non è un partito, non intende diventarlo e non può essere costretto a farlo. Se la legge anti Movimento di Finocchiaro e Zanda del pdmenoelle sarà approvata in Parlamento il M5S NON si presenterà alle prossime elezioni".

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Grillo ha anche lanciato l'hastag #nonsiamounpartito, che su Twitter ha raccolto i commenti furiosi di attivisti e simpatizzanti nei confronti dell'operazione anti-movimenti tentata dal Pd. La senatrice Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali in Senato in cui si discuterà il ddl, ha provato a scollegare la proposta di legge dalle sorti del Movimento: "La proposta di attuazione dell'art.49 della costituzione non è, malauguratamente per chi ne scrive e per chi vi trova elemento di polemica, una succulenta notizia che rivelerebbe l'avversione del Pd per il Movimento 5 stelle (...) L'interpretazione secondo la quale il Pd avrebbe presentato la legge di attuazione dell'articolo 49 della Costituzione sui partiti per bloccare e andare contro i 'movimenti' è una forzatura deformante, che finisce per diventare una operazione di disinformazione".

La Finocchiaro fa appello alla Costituzione per giustificare la proposta di un ddl, di cui è la prima firmataria, che mette nero su bianco la necessità che tutti i soggetti che concorrono alle elezioni siano registrati a norma di legge. Un ddl simile era già stato presentato durante la scorsa legislatura e questa volta, con l'anomala maggioranza che regge il governo Letta, potrebbe trovare in aula i numeri necessari per l'approvazione: "Non si tratta di norme per chiudere la partecipazione - spiega la senatrice in una nota - Al contrario, la legge serve per garantire la trasparenza della vita interna dei partiti e la stessa partecipazione".

Inevitabile ipotizzare le conseguenze che la legge potrebbe provocare sull'attuale sistema politico italiano, mettendo di fatto fuori gioco una forza rappresentativa del 25% dell'elettorato italiano: il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo è risultato infatti il secondo partito per numero di voti alle ultime elezioni e la terza forza politica del Paese dopo le coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Altrettanto inevitabile è la reazione di Grillo e degli eletti 5 Stelle, che sottolineano come il Pd, anzichè pensare a votare l'ineleggibilità del Cavaliere, abbia studiato un ddl per eliminare un pericoloso avversario politico: "Anna Finocchiaro invece di discutere dell'ineleggibilità di Silvio Berlusconi magari stabilendo una linea dura e una battaglia senza precedenti nella giunta delle elezioni preferisce presentare un disegno di legge antimovimenti al fine di attaccare il Movimento Cinque Stelle. Complimenti vivi alla senatrice della Repubblica!! - scrive su Facebook il deputato 5 stelle Roberto Fico - Il Movimento sta preparando con forza il percorso e le motivazioni da presentare in giunta per l'ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Questi sono i fatti".

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