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Legge di stabilità 2014: il governo presenta il testo. Letta: "Sarà senza tasse e senza tagli sul sociale"

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E' un Enrico Letta evidentemente soddisfatto quello che oggi ha presentato la bozza del testo della Legge di stabilità 2014. Il premier ha infatti potuto smentire le voci insistenti degli ultimi giorni relative a sanguinosi tagli alla Sanità e allo stesso tempo affermare: "Abbiamo mantenuto gli impegni con Bruxelles e oggi abbiamo un duplice premio: per la prima volta la Legge di Stabilità non deve cominciare con tagli o nuove tasse".

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Il provvedimento è "senza tasse e senza tagli sul sociale", ha sottolineato il capo del governo, spiegando di dirlo per "per tranquillizzare rispetto alle tante voci allarmistiche che sono state messe in giro in questi giorni" e aggiungendo che "la pressione fiscale su cittadini e imprese" non aumenterà, ma "anzi" diminuirà.

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Un gioco di prestigio? Alla fine molto probabilmente la realtà non sarà all'atezza delle aspettive, ma intanto nella manovra presentata dal governo non c'è la paventata sforbiciata da 2,6 miliardo di euro alla Sanità (che secondo il ministro Beatrice Lorenzin avrebbe messo a rischio il funzionamento del sistema in almeno 15 Regioni) e sono previsti invece l'abbassamento della pressione dal 44,3% al 43,3% e un taglio del cuneo fiscale di 5 miliardi per i lavoratori e 5,6 per le imprese nell'arco del triennio. In particolare, il premier ha parlato di una "significativa riduzione" delle tasse per famiglie, lavoratori e imprese, con anche "un incentivo per il passaggio dai contratti a tempo determinato a quelli a tempo indeterminato" e il blocco dell'aumento dell'Iva "che doveva scattare a gennaio sulle cooperative sociali".

Per quanto concerne i Comuni, Letta ha dichiarato che ci sarà "un allentamento del patto di stabilità" da 1 miliardo di euro per "consentire gli investimenti in conto capitale", mentre il 5 per mille e l'Ecobonus saranno rifinanziati. Infine, il Presidente del Consiglio ha affermato che la Trise "non sarà una nuova Imu" e ha annunciato che a partire dalle prossime elezioni si voterà solo di domenica, con un risparmio complessivo per le casse dello Stato di 100 milioni di euro.

Ma dove reperirà le risorse il governo per finanziare i provvedimenti contenuti nella bozza di testo della Legge di stabilità 2014? Il premier ha detto che la manovra varrà "circa 11,5 miliardi nel 2014, 7,5 nel 2015 e 7,5 nel 2016" e ha spiegato che la copertura arriverà da "4,5 miliardi di tagli alla spesa (3,5 allo Stato e 1 miliardo per le Regioni), 3,2 miliardi da dismissioni immobiliari, revisione del trattamento delle perdite di banche e altri intermediari e 1 miliardo e 900 milioni da interventi fiscali: 500 milioni da limatura delle spese per tasse e altri interventi che hanno a che vedere con le attività finanziarie, in particolare l'aliquota di bollo". Un computo al quale vanno aggiunti i fondi derivanti dalla revisione della contabilizzazione delle quote della Banca d'Italia, fruttifere tra fine 2013 e inizio 2014.

La Legge di stabilità 2014 consentirà così di "rispettare gli impegni con l'Europa" e di raggiungere l'anno prossimo "l'obiettivo del 2,5% del rapporto deficit/Pil". Obiettivo che sarà conseguito(se tutto andrà per il verso giusto) anche grazie al premio di 3 miliardi a disposizione del governo per avere tenuto i conti in ordine e per aver rispettato il 3% ed essere usciti dalla procedura d'infrazione.

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