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Legge di stabilità: via Imu, arriva la Trise. Pochi euro in più per i lavoratori. Partiti divisi

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Alla fine, dopo che l'hanno letta, l'hanno sconfessata quasi tutti: spaccato il Pdl, timida l'accoglienza nel Pd, la nuova legge di stabilità non convince nessuno. Tutti con un unico mantra: "Bisogna fare di più". Se il fronte governativo del Pdl continua a rivendicare il successo della manovra, i falchi vanno all'attacco definendola minimalista e poco incisiva. Dal governo è arrivata la difesa del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni: "Certamente si poteva fare di più e la norma potrà essere migliorata dal Parlamento. Noi siamo aperti ai contributi, ma dire che c'è un'insufficienza dal lato della domanda non mi sembra onesto". Per Saccomanni c'è da sottolineare come il nuovo "impegno al rilancio degli investimenti" e il contenimento della spesa corrente rappresentino "un'inversione di rotta" ripetto al passato, ma sta di fatto che gli stessi partiti che reggono il governo si mostrano scettici sull'efficacia dei provvedimenti. Anche il Pd ha parlato di una manovra apprezzabile ma da migliorare, mentre i sindacati si sono dichiarati assolutamente contrari: la leader della Cgil Susanna Camusso chiede di cambiarla subito, mentre Cisl e Uil minacciano lo sciopero. Fredda anche la reazione della Confindustria: "E' la direzione giusta, ma non basta" dice il presidente Squinzi. Gli unici ad accogliere positivamente la manovra sono stati i mercati. Ma cosa cambia in concreto con la nuova Legge di stabilità?

Legge di stabilità 2014: il governo presenta il testo. Letta: "Sarà senza tasse e senza tagli sul sociale"

Resta l'abolizione dell'Imu voluta dal Pdl, insieme alla cancellazione della Tarsu: a sostituire le due imposte comunali arriva la Trise, il nuovo tributo che dal 2014 comprenderà la tassa sui rifiuti (Tari) e la nuova tassa sui servizi indivisibili (Tasi), quest'ultima in sostituzione dell’Imu per la prima casa. La quota rifiuti (Tari) sarà a carico dei proprietari, mentre i comuni potranno chiedere il pagamento fino al 30% della Tasi anche agli inquilini, sulla base del presupposto impositivo rappresentato da "il possesso, l'occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo" dell'immobile. Gli affittuari stagionali, per un periodo non superiore ai sei mesi, non saranno toccati dalla nuova tassa, che sarà pagata solo dal proprietario. Gli appuntamenti per la riscossione sono quattro: 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio, 16 ottobre. Nella data del 16 giugno sarà possibile anche il pagamento in un'unica soluzione. Torna l’Irpef sui redditi fondiari dei terreni e fabbricati non locati, in misura del 50%, mentre le imprese potranno dedurre il 50% dell’Imu pagata sugli immobili strumentali dalle imposte sui redditi.

Le risorse messe sul piatto per la tanto agognata riduzione del cuneo fiscale, che il Pd sperava di poter rivendicare come un successo dopo aver ceduto al Pdl sull'abolizione dell'Imu, non sono molte: nel testo varato dal Consiglio dei Ministri sono previsti 11,6 miliardi in tre anni, 5 destinati ai lavoratori e 5,6 alle imprese. Per i lavoratori lo sgravio in busta paga oscillerà tra i 10 e i 14 euro al mese a seconda della platea dei destinatari che sarà decisa da Governo, Parlamento e parti sociali. In teoria gli sgravi dovrebbero essere concentrati sui redditi più bassi, per un totale di un miliardo e mezzo di euro. Per le imprese, invece, è prevista una diminuzione dell’Irap sulla componente relativa al costo del lavoro (per un totale di 400 milioni di sgravio nel 2014) e un taglio dei contributi sociali da un miliardo.

Previsto dalla manovra anche l’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie dal 20 al 22%. L’aumento dell’imposta di bollo sulla gestione titoli è confermato e dovrebbe portare nelle casse dello Stato 900 milioni in più. arriva anche la stretta sul pubblico impiego con il taglio del 10% degli straordinari (ridotto al 5% per militari, polizia e vigili del fuoco), il blocco della contrattazione oltre il 2014, più un tetto all’indennità di vacanza contrattuale e un rafforzamento del blocco del turn over. Resta la rivalutazione delle pensioni Inps fino a 3.000 euro lordi al mese, mentre quelle superiori a tale soglia non verranno rivalutate nei prossimi tre anni. Confermate le agevolazioni fiscali (un miliardo in totale) per le ristrutturazioni edilizie.

Nessun taglio al settore sanitario, aumenti (seppur minimi) in busta paga per la riduzione del cuneo fiscale, una riduzione della pressione sulle imprese e la rimodulazione delle tasse sugli immobili: sono questi i punti di forza che il premier Letta e il vicepremier Alfano rivendicano come un successo in merito alla nuova manovra che, ha spiegato il segretario Pdl, "non mette le mani nelle tasche degli italiani. Anzi, per la prima volta dopo molti anni, la pressione fiscale sui cittadini, famiglie e imprese diminuirà, passando nel prossimo triennio dal 44,3% del 2014 al 43,3% del 2016". Eppure nel partito non tutti si accontentano della definizione del segretario di "sentinella anti-tasse".

I falchi del Pdl sono concordi nel ritenere inadeguata la nuova legge di stabilità: "Di questa stabilità l'Italia può morire - ha detto Sandro Bondi - Si tratta di infatti di un provvedimento che non aiuta l'economia a crescere e che prevede un aumento consistente delle tasse per ora abilmente cammuffate. Tutto questo non tarderà a venire alla luce". Tra le voci più critiche anche la portavoce del gruppo Pdl alla Camera dei deputati, Mara Carfagna, che ha definito le misure "inadeguate ad affrontare la situazione economica, che è ancora grave, né a favorire il rilancio dei consumi... Serviva uno shock profondo attraverso un'aggressione più significativa della spesa pubblica. Questo non c'è stato e quanto fatto è insufficiente". Rilancia il malcontento anche Daniela Santanché: "La legge di stabilità ha un approccio minimalista, lontano dalla svolta che serviva al Paese. Non risolve nessuno dei problemi, ma li sposta nel 2015 e nel 2016. Mi sembra che l'abitudine del governo sia quella di prendere tempo anziché risolvere i problemi".

Dal fronte del Pd è confermato il sostegno alla Legge di stabilità, ma non senza riserve: "Credo che sia una manovra che vada apprezzata e credo che possa essere migliorata nel passaggio parlamentare e anche nel corso dell'anno - ha detto il segretario Pd Guglielmo Epifani - si redistribuiscono risorse alle famiglie e alle imprese. Non mi nascondo dietro un dito: pur prevedendo riduzioni fiscali e di tasse sul lavoro, le risorse che si mettono a disposizione nella legge di stabilità non sono quelle che si speravano". Critiche sono arrivate anche dal polo centrista della maggioranza e dalle opposizioni (Sel, Lega e Movimento 5 Stelle).

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