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Legge elettorale, Bersani vs Casini: "Se pareggio si torna a votare"

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E' scontro aperto sulla riforma della legge elettorale, con Pierluigi Bersani che se da un lato dice: "Se si vuole trovare un accordo noi ci siamo", dall'altro afferma che però il Pd non ha intenzione di "mettere l'Italia all'avventura, togliendole ogni possibile governabilità, magari da parte di quelle stesse forze che ci consegnarono il porcellum". Per il leader del Partito Democratico, infatti, assegnare il premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 42.5% di preferenze (come ipotizzato da Pdl, Lega e UDC) significa "indebolire la governabilità", dal momento che in un simile scenario sarebbe molto difficile (per non dire impossibile) raggiungere i 316 voti necessari a formare il governo.

Bersani vs Casini: "Chi pensa a Monti-bis è da ricovero": il video

In particolare Bersani ce l'ha con Pierferdinando Casini, da lui apertamente accusato di stare "scientificamente creando le condizioni per avere un Parlamento senza una maggioranza", così da mettere un'eventuale coalizione Pd-Sel (alla quale potrebbe aggiungersi la Lista per l'Italia) nella condizione di doversi alleare con il Pdl per governare, cosa che significherebbe eleggere un premier super partes e, in definitiva, dare il via libera a un Monti-bis.

Ipotesi che però il leader del Pd rigetta con forza. "A quelli che lavorano per produrre un pareggio dico: badate bene che in quel caso si rivota, altro che Monti-bis", ha dichiarato infatti Bersani a La Stampa, ribadendo qualora ci fossero ancora dei dubbi: "In caso di pareggio si torna a votare". E come alternativa a quello che sarebbe uno scenario 'da incubo', il segretario del Partito Democratico pone l'approvazione del lodo Alimonte, ovvero un 'premietto di aggregazione' del 10% al primo partito, da assegnare se nessuna coalizione riesce a ottenere il premio di maggioranza vero e proprio. "Tutti devono capire che ci vuole, non per noi ma per il Paese, un premio decoroso per chi arriva primo", ha dichiarato Bersani, perché se è giusto il veto della Consulta sul fatto che "non può andar bene che chi vince con il 25% dei voti poi abbia più del doppio dei seggi", questo non significa che "non possa esserci un premio di governabilità".

Grillo sulla legge elettorale: "Cambiarla adesso è un colpo di stato"

Una posizione che Casini, a stretto giro di posta, ha detto di condividere - "Eravamo d'accordo prima, siamo d'accordo oggi, saremo d'accordo domani" - rivolgendo però a Bersani pesanti accuse circa la volontà di volere un centro "subalterno e vassallo della sinistra: non esiste".

E sulla diatriba - che ieri ha visto i due protagonisti scambiarsi altri 'insulti', con il segretario del Pd che del leader dell'UDC ha detto "morirà di tattica", accusandolo di essere "da ricovero" a volere un Monti-bis, e Casini che ha replicato: "Io sono da ricovero perché penso a un Monti bis e come me ci sono molti del Pd..." - è intervenuto pure il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ma per fare sarcasmo: "Su Bersani e Casini non apro bocca nemmeno dietro pagamento, lascio volentieri a loro le discussioni che trovano eccitanti".

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