Excite

Legge elettorale, mozione Giachetti respinta: Renzi vs Letta. Governo a rischio?

  • Getty Images

Preoccupanti nubi nere si addensano sul governo di Enrico Letta. Ieri il premier tra mille difficoltà è riuscito a incassare l'ok dei gruppi parlamentari sulla composizione del Comitato dei 40 e quindi sull'avvio delle riforme costituzionali, accettando però contestualmente di 'congelare' il nodo della legge elettorale. Un risultato che sembrava mettere in cassaforte la tenuta dell'esecutivo per i 18 mesi previsti - o per meglio dire auspicati - che però ha mostrato immediati segnali di debolezza in serata, quando Roberto Giachetti, contravvenendo alle richieste del partito, ha presentato una mozione che chiedeva l'immediata abolizione del Porcellum per il Mattarellum.

Riforma elettorale Porcellum: Pd e Pdl divisi sul Porcellinum

Lo strappo del deputato Pd, renziano dichiarato, ha allarmato moltissimo i vertici democratici e il Pdl tutto, che ha minacciato la crisi di governo in caso di approvazione del testo, giusto per chiarire - se ancora ce ne fosse bisogno - la propria posizione in materia, e pur non andando a buon fine ha comunque messo in evidenza impietosamente la fragilità dell'esecutivo e la (elevata) probabilità che cada, travolto dalle correnti impetuose all'interno del Pd.

Giachetti, infatti, ha presentato la mozione dopo che era stata sottoscritta da 84 deputati (di cui almeno 34 renziani), rispondendo di no alle richieste di ritirarla avanzate dal premier e dal capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza: "Letta me lo ha chiesto in Aula in modo dialogico e io in maniera altrettanto dialogica dico che non ritiro la mozione", ha spiegato. Così si è andati al voto, che però non ha premiato la determinazione di Giachetti: con 415 no e 139 sì, infatti, la proposta è stata bocciata. Sollevando però contestualmente il polverone che ha fatto suonare il campanello d'allarme nel governo.

Renzi a Torino attacca Grillo: "M5S si spaccherà" e critica Pd

A fianco del deputato Pd, infatti, si sono schierati Sel e il M5S, con il pentastellato Riccardo Nuti che ha spiegato: "Abbiamo votato la mozione Giachetti. Questo pur di eliminare il Porcellum", sottolineando poi come l'accaduto dimostri che "Pd e Pdl non vogliono cambiare il Porcellum". "Ancora una volta il Pd tradisce le aspettative dei cittadini", ha concluso il Movimento, mentre Giachetti, da parte sua, ha dichiarato: "Amichevolmente a Letta e a tutto il governo dico che potete stare tranquilli, appena possibile, magari con maggiore fantasia, ci riproverò".

E sulla costanza del deputato Pd si è espresso Matteo Renzi, che intervistato da Lilli Gruber a Otto e mezzo ha detto: "Giachetti prima di essere renziano è una persona seria ed è stato uno dei pochi che anche nella scorsa legislatura ci ha messo la faccia e ha fatto anche lo sciopero della fame", lanciando poi quella che dai lettiani è stato interpretato come un vero e proprio guanto di sfida: "L'unica preoccupazione è che governo e maggioranza rinviino troppo, con il rischio di fare melina. Non vorrei che il governo delle larghe intese diventasse delle lunghe attese".

Parole e fatti che spingono 'l'altra parte del Pd' e il Pdl a vedere nel sindaco di Firenze un pericolo concreto alla tenuta dell'esecutivo - "vuole liquidarlo in fretta", ha detto Fabrizio Cicchitto - anche se in più di una circostanza Renzi ha ribadito la sua lealtà a Letta, "un amico vero". Resta comunque il fatto, come ha notato Anna Finocchiaro, che la mozione Giachetti è "stata presentata in maniera intempestiva". O molto tempestiva: dipende dai punti di vista.

Ad ogni modo, sulla riforma della legge elettorale è bagarre, come dimostra anche il documento sottoscritto da 43 parlamentari del Pd - tra cui Rosy Bindi, Laura Puppato e Pippo Civati - che esprime "perplessità" sulla mozione per le riforme costituzionali approvata dal governo, in particolar modo per quanto concerne il "rinvio della riforma elettorale alla fine del percorso".

Dunque, le carte si stanno man mano scoprendo, e se a queste si aggiunge la battaglia per decidere il prossimo segretario del Pd, Letta ha davvero poco da stare tranquillo, tanto più quando una vecchia volpe della politica come Massimo D'Alema, a chi gli chiede della durata del governo, risponde: "Berlusconi è uomo mutevole...".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017