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Legge sul testamento biologico, si utilizza il caso di Lamberto Sposini

Ieri il quotidiano Libero ha pubblicato un articolo della deputata del Pdl Melania Rizzoli nel quale è stato affrontato il tema della legge sul testamento biologico facendo un collegamento con l'ictus che ha colpito il giornalista Lamberto Sposini. E subito si è parlato di sciacallaggio politico. A quanto pare, infatti, la Rizzoli ha violato ogni norma sulla privacy trattando la drammatica vicenda del giornalista, ancora ricoverato in coma farmacologico dopo il delicato intervento chirurgico, per affrontare la questione dell'eutanasia.

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Alcune immagini di Lamberto Sposini

La deputata del Pdl ha ricordato che Sposini, da laico, rivendicava il diritto di ciascuno a rifiutare una vita priva di coscienza e la libertà di rifiutare l'accanimento terapeutico. E ha poi scritto: 'Il destino è stato beffardo con lui... Ma forse ora in queste condizioni, sarebbe di un'altra opinione'. Non solo. Ha anche reso noto il colloquio avuto con il neurochirurgo che ha operato il giornalista.

'Io ripetevo in maniera monotona che noi medici siamo addestrati e abilitati a proteggere e salvare la vita, anche quando sembra perduta, e non ad indurre la morte - ha scritto la deputata Pdl - e lui che mai avrebbe voluto sopravvivere senza coscienza, pensava che ognuno è libero di scegliere come e quando morire, rifiutando interferenze religiose, scientifiche e politiche. Ma queste sono cose che si dicono da sani. Quando ci si ritrova sdraiati e inerti su un letto di rianimazione, intubati e incoscienti, pieni di fili, di monitor, di flebo e di elettrodi, con l'anima sospesa tra essere e non essere e con figli che ti aspettano a casa, le cose cambiano e tutte le nostre certezze,che avevamo appunto da sani,iniziano a vacillare'.

La Rizzoli si è domandata poi se l'intervento del chirurgo possa definirsi accanimento o intervento terapeutico e se Sposini quando tornerà autonomo e cosciente continuerà a pensarla come prima.

La Rizzoli, infine, ha sottolineato che da deputato 'che a breve si troverà a votare la legge sul testamento biologico' riflette su questa storia, come riflette da medico pensando che 'la vita di tutti noi e la sua fine naturale di cui tanto oggi si parla, ha comunque necessità di linee guida su alcuni punti indiscutibili, scientificamente provati, certi ed evidenti, per evitare poi che siano i tribunali a decidere e a determinare il giorno e l'ora della nostra morte, come è già successo per Eluana Englaro'.

Insomma, la Rizzoli, spesso invitata in trasmissione dallo stesso Sposini per parlare in qualità di medico proprio dei temi legati all'eutanasia e all'accanimento terapeutico, ha preso carta e penna e ha parlato del caso del giornalista con l'intento di mettere in evidenza quanto spesso la situazione possa cambiare nel momento in cui ci si ritrova. Ma non può non risaltare agli occhi che un conto è essere salvati da un ictus, come è stato il caso di Sposini, o da un infarto ad esempio, ed essere tenuti in coma farmacologico e un altro conto è ritrovarsi in uno stato di coma irreversibile.

Sembra, dunque, che la deputata Pdl non solo sia stata quantomeno poco delicata a parlare delle condizioni di Sposini per fare una sorta di propaganda politica contro l'eutanasia, ma sembra anche che abbia clamorosamente sbagliato esempio.

 (foto © LaPresse)

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