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Legittimo impedimento, bocciatura parziale della Consulta

I 15 giudici della Corte costituzionale hanno pronunciato il loro verdetto sul legittimo impedimento, il provvedimento di tutela dai processi delle più alte cariche dello Stato. Una parte consistente della legge sul legittimo impedimento è stata bocciata dalla Corte Costituzionale. La Consulta ha deciso che è illegittima la norma che obbliga il giudice a rinviare il processo al premier o ad un ministro fino a sei mesi sulla base di un semplice attestato della presidenza del Consiglio che l'imputato è impegnato a governare; ma ha anche detto che spetta al giudice valutare in concreto se sussiste il legittimo impedimento a comparire in udienza.

Le immagini dell'udienza che si è aperta martedì a Roma sul legittimo impedimento

Bocciatura parziale, quindi, da parte della Corte Costituzionale. La sentenza va a togliere al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la garanzia del congelamento automatico dei suoi tre processi aperti a Milano, il processo Mills e quello per i diritti tv Mediaset in primo grado e il processo Mediatrade in fase di udienza preliminare. Tali processi adesso riprenderanno. Non prima però che il Tribunale che ha sollevato i ricorsi riceva le motivazioni della sentenza. A quel punto i presidenti di sezione fisseranno le date delle nuove udienze.

Secondo quanto reso noto dal comunicato dell'ufficio stampa della Corte Costituzionale, i passaggi della legge bocciati risultano in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione sull'uguaglianza dei cittadini e con l'articolo 138 sulla revisione della Costituzione. A quanto pare la decisione è stata presa con 12 voti a favore e tre contrari.

L'avvocato del premier, Niccolò Ghedini, ha espresso apprezzamento per la Consulta che ha tenuto in piedi la struttura della legge, ma ha anche aggiunto: 'I giudici costituzionali hanno equivocato la natura e la effettiva portata di una norma posta a maggior tutela del diritto di difesa'. Con la sentenza della Corte Costituzionale, che ha parlato di parziale illegittimità, toccherà ora alla Corte di Cassazione decidere se a primavera si farà il referendum abrogativo della legge, promosso dall'Idv di Antonio Di Pietro, autorizzato ieri dalla stessa Consulta.

 (foto © LaPresse)

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