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Legittimo impedimento, le reazioni

La Consulta ha ieri in parte bocciato il legittimo impedimento. I giudici della Corte Costituzionale hanno deciso per la parziale illegittimità del provvedimento di tutela dai processi delle più alte cariche dello Stato. Il che vuol dire che i tre processi aperti a Milano del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riprenderanno. Ma quali sono state le reazioni?

Se ieri il premier si è trincerato dietro un assoluto silenzio, oggi ha detto di non essere stato sorpreso dalla decisione della Consulta, aggiungendo che questa sentenza non ha smontato la legge. Nel corso di un'intervista telefonica a 'Mattino Cinque' su Canale 5, Berlusconi ha affermato: 'La sentenza non ha demolito l'impianto della legge e ha riconosciuto che il legittimo impedimento è giusto ed è necessario per chi svolge attività di governo e che dovranno essere i giudici di volta in volta a giudicare se l'impedimento presentato sia valido'. Il presidente del Consiglio ha sottolineato il fatto che non si aspettava nulla di diverso 'd'altra parte il legittimo impedimento non l'ho voluto io ma i miei collaboratori'.

Il premier ha poi aggiunto: 'Non sarà così facile per i miei difensori ottenere un atteggiamento benevolo dai magistrati. Sanno tutti che è in atto una persecuzione politica da parte dei magistrati di sinistra, articolata in più di 100 procedimenti su di me e il mio gruppo. I miei difensori sono stati impegnati in 2560 udienze, con più di mille magistrati, con un costo per me di oltre 300 milioni di euro in avvocati e consulenti. Ho avuto 10 assoluzioni e 13 prescrizioni. Se non ho avuto le sentenze prima della prescrizione vuol dire che le tesi dell'accusa non erano così convincenti'. Berlusconi ha poi aggiunto: 'Se nei collegi giudicanti vi saranno solo giudici di sinistra allora andrò in televisione e sui giornali a spiegare di cosa si tratta'. Berlusconi si è però detto certo che 'non si possono trovare giudici che oseranno dare una condanna su fatti che non esistono'.

Secondo il premier quella presa ieri dalla Consulta è una decisione ininfluente, l'esecutivo terrà. 'Il governo - ha sottolineato Berlusconi - andrà avanti. L'Italia di tutto ha bisogno, tranne che di elezioni anticipate'. A quanto pare, dunque, niente elezioni. Almeno nella volontà del premier.

E se questa è la reazione del leader della maggioranza, quali i commenti dell'opposizione? Il leader del Pd Pierluigi Bersani ha detto: 'Berlusconi non pensi che adesso il Paese possa girare attorno ai suoi problemi perché il Paese ne ha di ben altri'. E il capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti ha così commentato: 'La Consulta smonta l'impianto della legge e ne mostra l'inutilità. Le anticipazioni sulle motivazioni della Corte smontano sostanzialmente l'impianto della legge. Il parlamento è stato quindi impegnato inutilmente per troppi mesi'.

Dal fronte Sinistra e Libertà, secondo Nichi Vendola la decisione della Corte Costituzionale è una bocciatura di un atto di arroganza e rappresenta l'ennesimo gioco d'azzardo che non è riuscito a Berlusconi. Vendola ha affermato: 'Siamo di fronte al tentativo del potere politico di sottrarsi dal dovere di partecipare al pubblico dibattimento dentro al processo. Noi dobbiamo lavorare per rendere veloce il processo. Per garantire la parità assoluta tra difesa e accusa e la terzietà del giudice. Ma bisogna andare, quando si è oggetto di una imputazione e di un rinvio al giudizio, a difendersi dentro al processo, e non bisogna difendersi dal processo sabotandolo continuamente. Questo è il punto che la Corte Costituzionale ha ribadito'.

Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, parlando del referendum proposto dal suo partito ha detto: 'I cittadini diranno in modo forte e chiaro che anche Berlusconi deve andare dal giudice quando viene chiamato e non si deve inventare una scusa ogni volta. La Consulta ha dato ragione a noi quando dice che questo provvedimento è in gran parte illegittimo, ma ha fatto rientrare dalla finestra quello che ha messo fuori della porta. Infatti, riconoscendo come legittimo impedimento ogni attività perparatoria e consequenziale alle funzioni di Governo, permette a Berlusconi di sostenere che anche quando andrà al bagno svolgerà un attività consequenziale. Per questa ragione il referendum è l'unica arma a disposizione dei cittadini per bocciare una legge incostituzionale e immorale'.

Per l'Udc ha parlato il suo leader Pierferdinando Casini, che ha detto: 'Se fossero stati approvati gli emendamenti Udc, anche soppressivi, la legge sul legittimo impedimento sarebbe passata. Purtroppo non siamo stati ascoltati. La maggioranza di governo ha costretto la Corte a intervenire per eliminare le forzature nel testo. Quando si esagera queste sono le prevedibili conseguenze. Mi auguro che questa sia una lezione per tutti'.

Da FlI ha parlato il deputato Giuseppe Consolo: 'Prendo atto della decisione della Corte costituzionale. Ora si dovrà vedere come i giudici, udienza per udienza, valuteranno le richieste di legittimo impedimento. Se vogliamo vederla così, dopo questa decisione esce vittorioso il ruolo dei giudici su quello dei politici'.

Ecco poi le reazioni dei Verdi, di Libertà e Giustizia e del Popolo Viola. Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ha affermato: 'La Corte costituzionale salva la democrazia italiana e ristabilisce un principio, quello dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, che è stato mortificato dal tentativo di Berlusconi di rendersi ingiudicabile. Il tentativo di creare una casta di intoccabili al di sopra della legge è fallito'. Valerio Onida, poi, a nome della presidenza di Libertà e Giustizia, ha detto: 'Possiamo salutare con compiacimento la sentenza. Si è ristabilito il valore del legittimo impedimento, stravolto per un uso personale. La Corte ha dimostrato di difendere la Costituzione, come già aveva fatto con il lodo Alfano. Questo era il terzo tentativo per allontanare dal premier i processi in corso a Milano, Mills, Mediaset e Mediatrade e solo quelli'. Gianfranco Mascia, infine, in rappresentanza del Popolo Viola, ha affermato: 'La decisione della Consulta è una vittoria per gli italiani. Dobbiamo togliere il tappo dall'Italia: la legge è uguale per tutti'.

Tornando alla maggioranza, la sentenza è così stata commentata dalla Lega: 'La sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento non bloccherà l'azione del governo. Il cammino delle riforme prosegue con i tempi e i modi già stabiliti e per la Lega non cambia nulla. Dalla Corte Costituzionale non c'era da aspettarsi altro: sapevamo benissimo che la maggioranza dei giudici della Corte ha un atteggiamento ostile nei confronti dei provvedimenti voluti da questo governo. Ma non c'è sentenza della magistratura che può bloccare l'azione dell'esecutivo'.

 (foto © LaPresse)

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