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Letizia Moratti vs Giuliano Pisapia, il dopo scontro

Uno scontro di fuoco quello che si è consumato ieri negli studi di Sky tra i due principali contendendeti a Palazzo Marino Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. Quando Pisapia non aveva più diritto di replica il sindaco di Milano ha sferrato un duro attacco contro il candidato sindaco del centrosinistra a Milano tirando fuori fatti risalenti ai primi anni '80.

Il video dell'attacco di Letizia Moratti a Giuliano Pisapia

Il sindaco Moratti ha riportato una sentenza della Corte d'Assise che, ha ritenuto Pisapia 'responsabile del furto di un furgone che sarebbe stato usato per il sequestro e il pestaggio di un giovane'. Moratti ha quindi aggiunto: 'Pisapia è stato amnistiato'. Ma l'esponente del centrosinistra ha subito ribattuto: 'E' una calunnia, un fatto vergognoso'. Affermando più tardi: 'Non ho mai commesso un reato'.

E, in effetti, se è vero che nel 1984 l'amnistia c'è stata, è anche vero che in Appello, nel 1986, Pisapia è stato assolto nel merito 'per non aver commesso il fatto'. E comunque anche nella motivazione alla sentenza di primo grado del 1984, la Corte d'Assise ha esplicitamente scritto che, se non fosse intervenuta l'amnistia, avrebbe comunque 'assolto per insufficienza di prove' Pisapia. I fatti, dunque, sembrano raccontare qualcosa di ben di verso da quello fatto credere dalla Moratti, che in serata ha spiegato: 'La mia era una valutazione politica per marcare la differenza tra il mio itinerario personale di moderata e quello di Pisapia'.

Ma vediamo meglio qual è la storia. Pisapia, assolto con sentenza passata in giudicato, era stato arrestato nell'ottobre del 1980, quando aveva 31 anni, in seguito ad un'inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Armando Spataro, che in quegli anni era impegnato nella lotta al terrorismo. Insieme a lui erano state arrestate altre dieci persone. Una volta conclusa la complessa istruttoria sull'attività di Prima Linea e dei Comitati Comunisti Rivoluzionari legati alla rivista 'Metropoli', due anni più tardi, Spataro ha chiesto il rinvio a giudizio davanti alla Corte d'Assise di Milano per 163 persone.

Il candidato sindaco del centrosinistra a Milano era accusato di partecipazione semplice a Prima Linea e sospettato del progettato sequestro di William Sisti, militante del Movimento Lavoratori per il Socialismo (Mls), e del concorso nel furto di un furgoncino. L'accusa, che si basava su rivelazioni di alcuni pentiti, sosteneva che nel 1977 Pisapia aveva partecipato ad una riunione con Marco Donat Cattin e Massimiliano Barbieri nel corso della quale era stato deciso di dare una lezione al capo del servizio d'ordine dell'Mls, perché era solito aggredire i militanti di altri gruppi.

L'inchiesta complessiva condotta da Spataro aveva coinvolto anche Marco Barbone, l'assassino del giornalista del Corriere della Sera Walter Tobagi, Marco Donat Cattin e il pentito Michele Viscardi. Il procedimento giudiziario a carico di Giuliano Pisapia, nei confronti del quale era rimasta in piedi solo l'accusa di furto, si è concluso con la sentenza della Corte d'Assise che ha dichiarato estinto il reato per amnistia. Ma la III Corte d'Assise d'Appello di Milano, presieduta da Luigi Maria Guicciardi, lo ha poi assolto con la formula piena, ovvero per non aver commesso il fatto. Nella sentenza si legge: 'In conclusione non vi è prova di una partecipazione del Pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale, al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l'imputazione di furto, dalla quale l'appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto'.

Ieri sera, tra l'altro, il procuratore aggiunto presso il tribunale di Milano Armando Spataro è intervenuto sulla vicenda facendo sentire la sua voce attraverso un collegamento telefonico con 'Exit', il programma de La7. Spataro ha detto che Giuliano Pisapia è stato pienamente assolto sia per l'accusa di banda armata sia per il furto di un furgone. Il procuratore aggiunto presso il tribunale di Milano ha poi affermato: 'Aggiungo adesso che ebbe sempre a respingere le accuse in fatto'. Continuando: 'Dico questo non per una precisazione di colore politico, ma trovo davvero singolare che si strumentalizzino affermazioni di questo tipo. Mi ha sorpreso sentir dire dal sindaco Moratti che l'amnistia non equivale all'assoluzione piena, anzi. Se questo vale poi per l'amnistia, a maggior ragione vale per la prescrizione: ma la prescrizione non equivale affatto a un'assoluzione'.

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