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Letta: "Via il Porcellum, nuova legge elettorale ad ottobre". E attacca i professionisti del conflitto

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"Gli italiani puniranno tutti coloro che anteporranno interessi personali a quello comune, che è quello di uscire dalla crisi" dice Enrico Letta dal palco di Rimini al meeting di Comunione e liberazione. Il premier cerca di difendere le larghe intese attaccando “i professionisti del conflitto”. L’urgenza della legge elettorale si fa sentire a prescindere dalla durata del governo e bisogna cambiare subito il Porcellum: "La legge elettorale andrà approvata a ottobre. E' il cambiamento più urgente da fare" subito dopo però cerca di allontanare la minaccia del voto anticipato: "Nessuno interrompa questo percorso di speranza che abbiamo cominciato”.

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Letta fa riferimento a Napolitano, ricorda il terremoto politico di Febbraio e sottolinea la discesa dello spread. Il Presidente del Consiglio vuole la riforma elettorale in tempi brevi, se ne parla ai vertici e ha anche messo in allerta il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello con la volontà di trovare una soluzione che possa accontentare Pd e Pdl. La procedura d’urgenza partirà il 2 settembre al Senato. Il Pd vorrebbe il ritorno al Mattarelllum o il doppio turno, il Pdl vorrebbe semplicemente ritoccare il Porcellum con una soglia alta per il premio di maggioranza.

Con Berlusconi a rischio decadenza e sempre più proiettato verso le elezioni l’accordo sembra difficile. Non è quindi escluso che il Pd possa discuterne con il M5S e con Sel. Uno spostamento del Pd verso il M5S farebbe ritornare al centro della discussione proposte non apprezzate dal Pdl come la bozza Violante, doppio turno di coalizione con sbarramento al 5%.

Il premier spinge sulla riforma elettorale forse per spaventare Berlusconi ma ha alle spalle l’appoggio di Napolitano e attacca apertamente i professionisti del conflitto che non capiscono l’esigenza delle larghe intese: "L'incontro non vuol dire che le differenze scompaiono. Fa paura solo a chi è incerto della propria identità e dei propri valori. Altra cosa sono i professionisti del conflitto che vogliono coprire il loro vuoto di valori e di idee con il conflitto permanente. Adesso l'uscita dalla crisi è a portata di mano, è possibile - insiste il premier - , a seconda di cosa facciamo noi. Se guardiamo al futuro usciremo dalla crisi; se ci fermiamo con la testa sempre rivolta al nostro passato non usciremo dalla crisi".

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