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Libia: Obama invia due navi da guerra. L'ombra di Al Qaeda?

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Il film su Maometto è un escamotage per intorbidire le acque e l'attacco all'ambasciata USA di Bengasi sarebbe in realtà un attacco pianificato in anticipo da Al Quaeda: è quanto emergerebbe dalle prime indagini condotte dall'intelligence a stelle e strisce ed è la ragione per cui il presidente Barack Obama ha deciso di inviare al largo delle coste libiche due navi da guerra.

Libia: ucciso l'ambasciatore USA a Bengasi

I destroyer USS Laboon e USS McFaul - il primo già in zona e il secondo in avvicinamento e in arrivo in pochi giorni - per il momento non hanno una missione specifica, ma sono equipaggiati con 300 uomini e Tomahawk, i missili cruise a lungo raggio, e potrebbero essere raggiunti a breve da altri tre incrociatori che si trovano nel Mediterraneo. Le due navi vanno ad aggiungersi ai 200 marines e ai droni 'messi in allerta' dal Pentagono nelle prime ore immediatamente dopo l'attentato.

Intanto comunque l'amministrazione Obama ha deciso l'evacuazione completa del personale USA presente su suolo libico: all'ambasciata di Tripoli resterà solo un'unità di emergenza, mentre gli aerei senza pilota saranno inviati in missione sul deserto alla ricerca di eventuali campi jihadisti, ritenuti collegati all'attentato.

E proprio sulla morte di Chris Stevens, dei due uomini della sicurezza e del diplomatico che era con loro stanno emergendo nuovi dettagli, secondo i quali l'ambasciatore non sarebbe stato ucciso dal fumo dell'incendio, ma da un razzo, che avrebbe centrato la macchina sulla quale si trovava con gli altri uomini mentre cercavano un luogo sicuro dopo l'assalto della notte al compound della sede diplomatica. Salito a 14 e confermato, invece, il numero dei feriti.

Molto tesa resta anche la situazione a Il Cairo, dove questa mattina una folla di manifestanti si è nuovamente riunita davanti all'ambasciata USA per protestare contro Innocence of Muslim, il film blasfemo che - almeno in parte - avrebbe scatenato l'ondata di violenza di questi giorni. Obama ha messo 'in guardia' il governo egiziano dicendo che sarebbe "un vero grande problema" se l'amministrazione locale non riuscisse a garantire la sicurezza dei diplomatici americani presenti nella capitale, affermando anche a proposito dei rapporti con i Fratelli Musulmani: "Non penso che li consideriamo alleati, ma neppure nemici. Si tratta di un nuovo governo che sta cercando di trovare la sua strada. È stato eletto democraticamente".

Attacco all'ambasciata, parla Obama: "Ingiustificabile questa violenza"

E per evitare ulteriori problemi, Google, che controlla YouTube, ha deciso che il trailer 'incriminato' non sarà rimosso dalla piattaforma, ma verrà reso inaccessibile in Egitto e in Libia: "Questo video rispetta le nostre linee guida e rimarrà su YouTube. Ma, viste la difficile situazione in Libia ed Egitto, abbiamo temporaneamente limitato l'accesso da quei due paesi" il comunicato ufficiale dell'azienda.

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