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Libia: ucciso l'ambasciatore USA a Bengasi

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L'ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Chris Stevens, due americani del servizio di sicurezza e un impiegato del consolato di nazionalità non ancora accertata sono morti questa notte, intossicati dal fumo dell'incendio provocato da manifestanti armati che hanno attaccato l'ambasciata USA di Bengasi per protestare contro un film blasfemo prodotto da un gruppo di copti residenti negli Stati Uniti.

Innocence of Muslim, il trailer del film all'origine della rivolta a Bengasi

A riportare la notizia è la tv satellitare araba al-Jazeera, secondo la quale i corpi delle vittime sono stati trasportati all'aeroporto internazionale di Bengasi, da dove saranno poi trasferiti a Tripoli per essere quindi condotti presso una base americana in Germania. Sempre secondo al-Jazeera, vi sarebbero anche due feriti.

All'origine della violenza, che ha visto uomini armati di granate e armi da fuoco attaccare il consolato americano di Bengasi, secondo quanto scrive il Wall Street Journal vi sarebbe un film intitolato Innocence of Muslim (L'innocenza dei musulmani), una pellicola realizzata da un regista israelo-americano, Sam Bacile, che non solo porta sullo schermo Maometto - cosa già di per sè ritenuta blasfema nella cultura musulmana - ma lo ritrae pure come un truffatore e un seduttore.

La diffusione di un trailer su YouTube avrebbe acceso la protesta prima a Il Cairo, dove nel pomeriggio di ieri alcuni uomini si sono staccati da un corteo di tremila manifestanti e hanno sostituito la bandiera a stelle e strisce dell'ambasciata americana con un vessillo inneggiante ad Allah, e poi a Bengasi, con "violenti scontri tra l'esercito libico e milizie armate davanti al consolato degli Stati Uniti", come riferito da un testimone. La situazione è quindi degenerata prima che fosse possibile avviare le procedure di evacuazione del consolato, con il trasferimento via aereo a Tripoli dei funzionari, portata a termine solo dopo l'esplosione dell'incendio in cui hanno perso la vita Stevens e gli altri tre uomini.

Per ora non è chiaro se via un collegamento diretto tra la diffusione del trailer blasfemo, i fatti de Il Cairo e quelli di Bengasi: secondo alcuni, infatti, gli assalitori dell'ambasciata USA in Libia farebbero parte della milizia islamica Ansar Al-Sharia e avrebbero attaccato la sede consolare perché sapevano che al suo interno c'era Stevens, giunto in città per monitorare la situazione alla vigilia dell'elezione del nuovo premier. E intanto online hanno iniziato a circolare delle foto che ritrarrebbero l'ambasciatore mentre viene portato via a spalle, coperto di fuliggine e con una t-shirt mezza sollevata, palesemente privo di sensi, forse già morto.

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