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Libia: Zawia bombardata, Gheddafi: 'Al Qaeda dietro le rivolte'

Le notizie che provengono dalla Libia parlano di un bagno di sangue. Un testimone ha riferito all'Ansa di 'bombardamenti a Zawia' da parte delle milizie del regime e un ex ufficiale ha parlato, all'emittente Al Arabiya, di 'massacro'. Sangue e morte nella città di Zawia, dunque. Girano voci relative a un primo bilancio delle vittime, sarebbero 40 i morti e si conterebbero decine di feriti. Secondo la tv araba Al Jazeera, inoltre, 20 militari sarebbero stati uccisi 'perché si sono rifiutati di sparare sulla folla'. Ma non è facile avere informazioni certe.

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Nel frattempo la tv di Stato libica ha diffuso l'audio di un nuovo discorso del leader Muammar Gheddafi rivolto alla gente di Zawia. Intervenendo telefonicamente il leader libico ha accusato Bin Laden, denunciando manovre da parte di Al Qaeda e invitando il popolo libico a non unirsi a lui; ha detto che nel Paese ci sarà un aumento degli stipendi, che se la situazione peggiorerà si interromperanno i flussi di petrolio e ha aggiunto: 'Io non ho altro in Libia che un potere di indirizzo'. Secondo il dittatore il paese sarebbe anche vittima del 'malocchio' lanciato da 'invidiosi'. Dopo aver elencato, poi, i successi ottenuti dal suo governo, il leader libico ha affermato: 'Il potere nel paese è nelle mani del popolo, perché io ho lasciato il potere nel 1977'..

Ma dove si trova ora Gheddafi? Secondo alcune notizie riferite da Al Arabiya sarebbe asserragliato a Tripoli, nel bunker di Bab al-Aziziya. A quanto pare le truppe ancora fedeli al Colonnello hanno isolato Tripoli stendendo un cordone di mezzi e truppe con l'obiettivo di difenderlo.

Riguarda il discorso di Muammar Gheddafi alla Tv di Stato dopo gli scontri

Intanto dalla notte scorsa la zona di Bab al-Aziziya, proprio dove si trova la residenza di Gheddafi, sarebbe senza elettricità. Nella notte un blackout elettrico avrebbe colpito l'intero quartiere e sembra che l'interruzione della corrente sia avvenuta in concomitanza con una sparatoria registratasi proprio nei dintorni della residenza del Colonnello.

La Libia appare letteralmente spaccata in due. Da una parte Tripoli nelle mani di Gheddafi e dall'altra il resto del Paese, fino alla frontiera con l'Egitto, controllato dai ribelli. L'obiettivo dei rivoltosi, a quanto pare, è ora marciare verso la capitale. Nel frattempo pare non fermarsi il flusso di mercenari e miliziani africani che si stanno dirigendo verso Tripoli per aiutare il leader libico.

Dopo circa una settimana di violenze il tappo sembra stia per saltare. Di ora in ora la situazione si fa sempre più difficile: aumentano le violenze ed aumenta la forza dei ribelli. In questo quadro, che sta determinando una vera e propria emergenza umanitaria, l'Unione europea non esclude un intervento militare. Fonti comunitarie hanno parlato di 'ipotesi allo studio' e di tema 'delicato e complesso'.

 (foto © LaPresse)

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