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Libia:"Stop alla protezione delle coste italiane"

Colpo di scena all'interno della complessa trama di rapporti Tripoli-Roma: ieri, nel giorno del giuramento del nuovo governo di Silvio Berlusconi, la Libia ha fatto sapere di non voler più collaborare nella protezione delle coste italiane dall'ondata di immigrati illegali dall'Africa, poichè - ha detto Tripoli - Roma e altri paesi dell'Unione europea non hanno messo in atto l'appoggio promesso.

La presa di posizione del regime di Gheddafi è giunta poco dopo l'insediamento ufficiale del nuovo governo di centrodestra di Silvio Berlusconi, che vede la presenza di Roberto Calderoli quale ministro (senza portafoglio) per la semplificazione legislativa. Nei giorni scorsi il figlio del leader libico Muammar Gheddafi aveva avvertito che le relazioni tra Tripoli e Roma sarebbero peggiorate sensibilmente nel caso Calderoli avesse fatto parte del nuovo governo. Ciò a causa dell'episodio nel quale due anni fa - nel pieno della crisi col mondo musulmano per le vignette satiriche su Maometto - Calderoli aveva mostrato una maglietta con su la caricatura del Profeta.

A nulla pare essere servito il mea culpa del focoso ministro leghista. "Mi sono pentito per le conseguenze e per come è stato compreso il mio gesto di allora: era un messaggio di pace tra le religioni monoteiste". Così il ministro per la Semplificazione normativa era tornato sulla vicenda delle famose magliette raffiguranti Allah che provocarono le proteste della Libia. "Si tratta di una cosa passata, per me un incidente chiuso".

La tempistica del comunicato libico non sarebbe perciò casuale ma legata proprio alla presenza di Calderoli nell'esecutivo. "La Libia è impegnata negli sforzi per respingere l'afflusso di immigrati illegali verso l'Italia, esaurendo le sue risorse materiali e spendendo una grande quantità di denaro per proteggere le coste italiane dall'ondata di immigrati clandestini", ha detto il ministero dell'interno libico. "La Libia - ha aggiunto - non è più responsabile della protezione delle coste italiane dagli immigrati illegali...poichè la parte italiana non ha rispettato l'impegno nel dare appoggio alla Libia".

Il ministro dell'interno libico ha detto al tempo stesso di attendersi un incremento quest'estate nel numero degli arrivi in Italia, via Libia, di immigrati clandestini provenienti dai paesi sub-sahariani, un fenomeno consueto in questo periodo dell'anno a causa delle migliori condizioni atmosferiche e del mare in genere più calmo.

La senatrice della Lega, Angela Maraventano, vicesindaco di Lampedusa, ha repentinamente commentato la presa di posizione del ministero dell'Interno libico in materia di immigrazione."La ritorsione libica contro l'Italia è il solito bluff ghedaffiano che si protrae da oltre 35 anni: la Libia sull'immigrazione non ha mai collaborato, piuttosto ha spinto dalle proprie coste le carrette del mare con destinazione Lampedusa". "Ho già annunciato nella riunione del gruppo di due giorni fa - spiega la Maraventano - che intendo portare al Senato la disperazione della gente di Lampedusa: questo massacro contro le nostre coste, deve finire. La Libia è corresponsabile della tratta di esseri umani che quotidianamente sbarca sulle nostre coste. Ma ora si volta pagina".

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