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Liechtenstein: i primi nomi della lista

"Vito Bonsignore, europarlamentare dell'Udc ora passato al Popolo delle Libertà; Carlo Sama, ex delfino e cognato di Raul Gardini del Gruppo Ferruzzi, Luigi Grillo, parlamentare di Forza Italia, i proprietari di due gruppi farmaceutici. Sono alcuni degli italiani che hanno depositi presso la banca Lgt di Vaduz, in Liechtenstein, e che compaiono nell'elenco di 400 nominativi che la Procura di Roma ha ordinato di sequestrare presso l'Agenzia delle entrate". Lo riferisce il "Corriere della Sera". "Per tutti loro - prosegue il quotidiano di Via Solferino - è in corso la verifica per appurare se abbiano commesso evasione fiscale nonchè esistano gli estremi per un'ipotesi di riciclaggio". Sui nomi, sottolinea il Corriere della Sera, il margine di errore (dovuto anche a possibili omonimie) resta ancora consistente, anche perché gli accertamenti tributari e penali non sono stati ancora conclusi e, soprattutto, fotografano disponibilità bancarie ferme all'anno 2002, a monte dello scudo fiscale.

"Sono 157 le posizioni sotto esame", afferma il quotidiano diretto da Paolo Mieli. "Tra i correntisti - aggiunge - ci sarebbero anche docenti e gente dello spettacolo". Secondo quanto riportato dal quotidiano, inoltre, "il record nel conto è del gruppo farmaceutico Mian con 400 milioni. L'eurodeputato Bonsignore risulta titolare di un deposito di 5 milioni e mezzo di euro, l'ex amministratore della Montedison, Carlo Sama, ha depositato nell'istituto di credito di Vaduz una cifra pari a 5 milioni di euro".

Vi sarebbe anche il nome della cantante Milva, al secolo Maria Ilva Biolcati, nell'elenco dei nomi della cosiddetta black list di presunti titolari di conti correnti nel Liechtenstein, al vaglio della Procura di Roma e della Direzione nazionale antimafia. Secondo quanto si è appreso, il nome della cantante, che sarebbe titolare di un conto corrente, comparirebbe insieme a quello di altri personaggi del mondo dello spettacolo e, in particolare, accanto a quello di due attori che ebbero un momento di grande popolarità attorno agli anni Settanta-Ottanta. Sui nomi della lista sono in corso indagini della Guardia di finanza, oltre che dell'Agenzia delle entrate, per verificare eventuali profili penali. Ma, al momento, gli accertamenti non consentono di azzardare alcuna ipotesi. L'indagine della Procura di Roma verte soprattutto su reati valutari e la stessa Procura della capitale nei prossimi giorni invierà per competenza territoriale ad una decina di procure del centro-nord, specie in Lombardia, Veneto e Toscana, le posizioni di pertinenza.

Nella lista, sempre secondo il Corriere, anche Mario D'Urso, napoletano, senatore dal 1996 al 2001, sottosegretario al commercio estero per un anno, eletto con "Rinnovamento Italiano" di Lamberto Dini e quindi passato al gruppo misto. Di professione avvocato ("avvocato secondo solo a Gianni Agnelli", ha avuto modo di dire di sé scherzando, vista la grande amicizia che li legava). Uomo molto influente e apprezzato nei salotti buoni della politica e della finanza.

Intanto la procura di Palermo ha acquisito copia della lista di italiani che hanno depositi bancari nel Liechtenstein. Lo confermano all'ANSA fonti qualificate. L'elenco contiene in gran parte una lista di nomi di società che sono adesso al vaglio degli inquirenti. I magistrati palermitani hanno acquisito la lista dall' Agenzia delle Entrate di Roma. L'analisi, che viene svolta dai magistrati della procura della Repubblica di Palermo sulla lista proveniente dal Liechtenstein, è diretta a identificare le persone che stanno dietro i nomi di società. Gli inquirenti ipotizzano che potrebbero esserci siciliani o persone già indagate dalla procura palermitana per evasione fiscale o riciclaggio.

Le repliche:

Vito Bonsignore: "Non ho nulla da dire, nessun commento... Non ho nemmeno letto i giornali. Quando vorrò commentare, chiamerò io...". l'europarlamentare e candidato del Pdl alle politiche (due settimane fa ha lasciato l'Udc per il nuovo partito di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini), risponde al telefono al giornalista che gli chiede un commento sul fatto che il suo nome, secondo due quotidiani, compare nella lista degli italiani che hanno depositi presso la banca Lgt di Vaduz, nel Liechtenstein, e nella lista che la Procura di Roma ha acquisito dall'Agenzia delle entrate. I quotidiani, oltre a Bonsignore, indicano i nomi di Luigi Grillo, senatore di Forza Italia (che oggi, su un giornale, ha smentito di aver mai avuto conti correnti in Liechtenstein) e del manager Carlo Sama. Per tutti i cittadini italiani coinvolti è in corso una verifica per chiarire se abbiano commesso evasione fiscale nonchè se esistano gli estremi per l'ipotesi di reato di riciclaggio.

Luigi Grillo: il senatore di Forza Italia afferma di non aver commesso alcun illecito relativo alla vicenda della lista di italiani che hanno depositi nel Liechtenstein. "Ho già avuto modo di puntualizzare - spiega Grillo in una nota - la mia posizione in ordine a quanto apparso su alcuni organi di stampa, riferito a presunti conti nel Liechtenstein. Confermo la mia totale estraneità a qualunque fatto illecito. Ribadisco che il movimento finanziario del quale vi è traccia è riconducibile alla trattativa contrattuale relativa ad un podere nelle cinque terre da me acquistato da imprenditori residenti nel Liechtenstein". Il senatore di Forza Italia si augura che la vicenda "possa essere chiarita positivamente al più presto possibile". La precisazione del senatore arriva proprio il giorno in cui sono pubblicate le dichiarazioni dei redditi del 2006 da cui risulta che Grillo ha un imponibile di 171.494 euro.

Carlo Sama: "È una strumentalizzazione sul mio conto. Del resto da 12 anni vivo a Montecarlo con la mia famiglia. E non è una residenza fittizia. Tanto che miei figli frequentano scuole all'estero». Così l'ex amministratore ravennate di Montedison, raggiunto telefonicamente in Argentina dove ora si trova, ha commentato la notizia apparsa su due quotidiani secondo la quale avrebbe portato cinque milioni di euro in un istituto di credito di Vaduz, in Liechtenstein. "Farò presto un comunicato ufficiale - ha aggiunto Sama - per spiegare bene come stanno le cose".

La famiglia Mian: "Tutte le disponibilità finanziarie riconducibili a conti esteroresidenti sono oggetto ogni anno di dichiarazioni fiscali ai sensi di legge. Motivo per cui l'esistenza di depositi a noi riferibili su conti in Liechtenstein non può costituire notizia". È quanto afferma, in una nota diffusa nel tardo pomeriggio, la famiglia Mian in merito alla notizie apparse sulla stampa relative a conti in Liechtenstein. La famiglia Mian, l'imprenditore Maurizio Mian e la madre Gabriella Gentili, ex proprietari dell'impresa farmaceutica Gentili poi ceduta negli anni Novanta a un gruppo americano, vive a Pisa. "Io e mia madre siamo tranquilli, è stato regolarizzato tutto", aggiunge a voce Maurizio Mian, che all'attività di imprenditore nel 2006 ha associato anche quella di politico, candidandosi per la Rosa nel Pugno. La famiglia ha avuto anche interessi nel calcio: è stata proprietaria tra l'altro del Pisa. Nel 2003 il gruppo Gunther reform trust, che fa capo alla famiglia Mian, acquistò una quota azionaria di Ad, società che controlla Nie, editore dell'Unità. Maurizio Mian acquisì celebrità per la vicenda, che fu poi da lui stesso definita un'invenzione per pubblicizzare la filosofia del suo gruppo, dell'eredità miliardaria lasciata a un cane, Gunther, da una nobildonna tedesca mai esistita.

Milva: "Sì, lo so". Così la cantante Milva ha risposto dopo la diffusione della notizia che il suo nome è comparso nelle liste sui conti nel Liechtenstein all'esame della Procura di Roma. La cantante non ha voluto aggiungere alcun altro commento.

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