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Liechtenstein, il nuovo paradiso degli evasori fiscali

E' il Liechtenstein il nuovo paradiso fiscale degli evasori. La lista di chi ha trasferito i propri capitali nel Principato per non pagare le tasse al momento è chiusa nella cassaforte dell'Agenzia delle Entrate ma l'uscente viceministro dell'Economia Vincenzo Visco ha fatto sapere che nei prossimi giorni l'elenco sarà reso pubblico. "C'è un po' di tutto - ha spiegato Visco - evasori da molti milioni a poche centinaia di migliaia di euro. Diciamo che è uno spaccato molto interessante di una certa società italiana...".

A far emergere questa realtà è stato Heinrich Kieber, ex archivista di una piccola banca del Principato, la Lgt. Kieber ha trafugato e rivenduto al governo tedesco, per 4,3 milioni di euro, un dvd con l'elenco di circa 1.400 evasori fiscali di tutto il mondo, tra questi - secondo quanto riportato da 'La Repubblica' - circa 150 sono italiani. "Ed è stata l'Amministrazione finanziaria tedesca - ha detto il viceministro - che in base alle convenzioni e agli accordi che regolano la materia ha distribuito l'elenco alle corrispondenti Agenzie di dieci Paesi occidentali".

Tra gli evasori italiani presenti nell'elenco sembrano esserci nomi eccellenti. Imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, affaristi di vario genere e anche qualche politico. "C'è al lavoro l'Agenzia della Entrate e ci sono al lavoro i magistrati - ha aggiunto Visco - ma questi concittadini si possono considerare evasori a tutti gli effetti. Quindi, a prescindere dagli aspetti penali, scatteranno automaticamente gli accertamenti fiscali. L'operazione, alle Finanze, è in preparazione da oltre un mese. In ogni caso la cosa più importante è il messaggio politico che arriva dalle cancellerie europee... Nessuno deve più sentirsi al sicuro al 100 per cento".

Il messaggio che arriva dalle Finanze è chiaro: seppur con qualche difficoltà in Italia prosegue la battaglia contro l'evasione fiscale con risultati positivi. Negli altri Paese, infatti, l'intelligence fiscale ha molti più poteri ispettivi che da noi e in molti casi può disporre persino di fondi riservati per portare avanti le sue indagini cosa che nel nostro Paese non è possibile.

"Si sa - ha aggiunto il quasi ex viceministro - in questo Paese la lotta all'evasione ti costa solo un sacco di impopolarità... Ma nonostante tutti gli errori di gestione e di comunicazione, in questa breve legislatura è stato svolto un buon lavoro. Dopo il 14 aprile si parlerà ancora di caccia all'evasione fiscale?". La preoccupazione di Visco arriva dopo le parole pronunciate da Sivio Berlusconi, leader del Popolo della Libertà, durante la trasmissione 'Porta a porta' del 12 febbraio. "Con il governo Prodi - ha affermato Berlusconi - attraverso la ricerca estrema di lotta all'evasione, si sono frenati i consumi e di conseguenza si è frenata la produzione...".

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