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L'intervista alla moglie di Mastella

Era da un pò che una "onorevole" moglie non prendeva le difese del marito dalle pagine di un noto quotidiano. Dopo la lettera della moglie di Sivio Sircana sulle pagine di Repubblica e quella "al veleno" di Veronica Lario diretta a Silvio Berlusconi oggi è il turno di Sandra Lonardo "in Mastella".

La moglie del Ministro della Giustizia non ce la fa più a sopportare l'idea che suo marito "faccia da caprio espiatorio" sull'altare dell' antipolitica e risponde così alle domande di Paolo Conti:

La voce improvvisamente si incrina. Poi si spezza per un singhiozzo: «Mio marito ed io non siamo il male dell’Italia. Invece operiamo per il bene dell’Italia... Mai preso tangenti. Mai. Ci siamo sempre comportati con rigore morale. Abbiamo assolto al meglio i nostri compiti. Colpevoli semmai sono quelli che ingannano gli altri». Parola di Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania. «Mi chiamo Sandra Lonardo. E Mastella. Mastella con l’orgoglio di chi è moglie di Clemente da trentatré anni. Più sette di fidanzamento, e lo aggiunga».

Ma la commozione è rapida. Sandra Lonardo Mastella, sangue beneventano, riprende subito in mano le redini del discorso governando gli stress: puntata di «Ballarò», invettive che sgorgano dai blog anti-Clemente. «Si gioca con la vita. Se si alimenta così l’odio, allora davvero Clemente Mastella mette a rischio la propria e quella della sua famiglia». E lei? «Non sono preoccupata. Vivo con la scorta da quando ho sconvolto, con l’ufficio di presidenza, le abitudini del Consiglio regionale per assicurare trasparenza al bilancio. Siamo arrivati a licenziare un grosso dirigente che guidava tre settori-chiave dell’amministrazione. Certe ditte non possono più partecipare alle gare. Infatti c’è stato l’attentato».

Quale attentato? Si riferisce al suo incidente d’auto nel luglio 2006? «Proprio a quello. Certo: per me è stato un attentato. Non si è mai saputo nulla della macchina che ci ha investito, mai trovata. Io e l’autista siamo vivi per miracolo». Le pesa essere «la moglie di»? «Ma se ho detto che sono orgogliosa.... Però certe volte mi chiedo: esistono mogli di serie A e mogli di serie B? E perché il volo dove c’erano Rutelli e sua moglie diventa il volo di Mastella?». Sandra Lonardo Mastella esclude che il suo Clemente possa lasciare l’incarico: «Dimettersi? Ma non ci pensate proprio... siamo cattolici, credenti e praticanti. Sappiamo soffrire quando c’è da soffrire. Vogliono fargli saltare i nervi ma è un uomo con le spalle larghe. E sereno».Fatto sta che l’onda on line cresce... «Clemente ora sembra diventato l’agnello sacrificale. Chiedo a tutti. Comprare una casa con soldi e mutuo propri usufruendo delle leggi che consentono di riscattare una casa è un reato? Ed è un reato avere due figli che si laureano nei tempi giusti? E’ un reato se io e Clemente siamo stati democraticamente eletti ai nostri incarichi? Ed è un reato usufruire di un aereo di Stato per un dovere istituzionale così come fa Rutelli? Ed è reato se Mastella propone un indulto in Parlamento dopo l’invito di Giovanni Paolo II e ottiene ottocento voti, cioè l’ottanta per cento del Parlamento? Se è così, allora è vero: allora Mastella e la famiglia sono colpevoli».

Difficilissimo interrompere un fiume emotivo mentre raggiunge il massimo della piena. Dal modo in cui parla sembra quasi che lei veda una regia occulta... «Io sono nata a Benevento e sono un po’ streghetta. Lo so, lo vedo, lo intuisco. E con l’intuito non sbaglio mai. La regia occulta c’è. Ma lo avete visto Floris martedì sera su Raitre? C’è mai stata una sua puntata con quelle domande, quel tono, quella insistenza?» Molti attacchi on line sui due blog citano Grillo. Pensa che alcuni messaggi possano provenire da chi simpatizza per lui? «Davvero non saprei. Però so che fare critica e satira è giusto. Ma nel rispetto della persona. Perché poi quando tutto diventa un attacco continuo, quotidiano, allora sì, è insostenibile: il mio è un appello che arriva dal fondo del cuore. E dico a Grillo: si impegni nella vita politica, si sperimenti, si confronti con i problemi reali».

Ma nonostante l’invito conciliante a Beppe, arriva un nodo. In gola e nel discorso: «Si attacca Mastella che in vita sua non ha mai avuto una condanna. Dico una. Si ascolta Grillo che invece, mi si corregga se sbaglio, le sue condanne le ha avute. Non per cosette lievi, mi pare...» E adesso? «Adesso penso di scrivere un libro. O anche pubblicherò un manifesto per rispondere a chi ci ha manifestato solidarietà». Ma quale solidarietà? Qui ci sono i blog pieno di insulti... «E invece non facciamo che ricevere messaggi di solidarietà, non solo dalla nostra parte ma anche da tanti avversari. Parola di Sandra Lonardi. E Mastella. Con tanto orgoglio».

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