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Liste elettorali 2013. Pdl, Nicola Cosentino escluso. Giallo sulle "liste rubate"

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Scaduto il termine improrogabile per la presentazione delle liste elettorali per il voto del prossimo 24 e 25 febbraio 2013, è tempo di bilanci su chi è dentro e chi è fuori. Se per gli altri partiti le candidature erano già chiare da giorni, per il Pdl le scelte-chiave sono arrivate quasi al foto-finish. In una giornata convulsa caratterizzata dal vertice fiume a Palazzo Grazioli, conferme e smentite si sono rincorse sui nomi più chiacchierati. In primis quello di Nicola Cosentino, coordinatore campano del Pdl.

Alla fine Berlusconi si è lasciato convincere dalla cosiddetta operazione "liste pulite" fortemente voluta da Alfano e, dopo il co-fondatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, ha lasciato fuori l'ex sottosegretario all'economia su cui gravano le accuse di corruzione e concorso in associazione camorristica. Ma prorpio l'esclusione di Cosentino dalle liste ha scatenato un caso a metà tra il giallo e la farsa: secondo le indiscrezioni raccolte dall’Adnkronos e rilanciate da altre agenzie stampa, non meglio precisate fonti parlamentari hanno raccontato di una prova di forza impensabile da parte di Cosentino. Il coordinatore avrebbe fatto sparire i documenti necessari alla presentazione delle liste, contenenti gli elenchi con le firme autografe dei candidati già controfirmati dal notaio. Una situazione paradossale seccamente smentita, un'ora dopo, dal partito con una nota ufficiale, che confermava la presenza degli elenchi elettorali nelle mani del Commissario regionale Nitto Palma: "La notizia relativa a una presunta sparizione delle liste elettorali della Campania è destituita di fondamento".

Pdl, liste pulite: Dell'Utri e Scajola lasciano

Nicola Cosentino, grande collettore di voti in Campania, avrebbe minacciato ripetutamente di creare il caos nel Pdl regionale, chiedendo ai suoi fedelissimi di tirarsi indietro e creando così un vuoto di almeno 8-10 posti tra Camera e Senato. La resistenza di Cosentino ha imposto una corsa contro il tempo, tanto che il deposito delle firme è avvenuto in un clima di grande tensione: poche ore prima numerosi esponenti del Pdl, si sono radunati all'hotel Terminus, nei pressi della Stazione Centrale di Napoli, per firmare nuovamente la loro candidatura nelle liste elettorali del Pdl.

Augusto Minzolini candidato Pdl in Liguria

In generale la linea del segretario Alfano ha avuto la meglio: "Noi abbiamo scelto di non ricandidare Cosentino e crediamo di avere fatto la scelta giusta. Una scelta fondata sulla inopportunità da noi considerata grave di una sua ricandidatura. Questo non significa che abbiamo abbandonato la nostra fede nel principio di non colpevolezza fino a giudizio definitivo o la nostra idea che lui sia innocente", ha dichiarato il segretario Pdl al Tg1. Insieme al nome di Cosentino sono spariti anche gli altri cosiddetti "impresentabili": sono fuori dalle liste del Pdl sia Alfonso Papa, che ha cercato fino all'ultimo momento di imporre la propria presenza, sia Marco Milanese, che ha annunciato di essersi ritirato dalla corsa la Parlamento per "evitare ogni strumentalizzazione delle mie vicende giudiziarie". Esclusi anche Amedeo Laboccetta e Mario Landolfi. Riesce invece a spuntare un posto in lista l'ex governatrice del Lazio Renata Polverini, al terzo posto dopo Alfano e Cicchitto nella lista Lazio1.

Intanto a livello locale si scatena la protesta per i candidati imposti da Roma: è stata risolta in parte la questione abruzzese, dove l'ex Idv approdato al centrodestra Antonio Razzi sarà candidato solo in quarta posizione, mentre Domenico Scilipoti sarà dirottato in Calabria, dove al secondo porto alla Camera sarà candidata Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato Antonio, ucciso dalla criminalità organizzata nel 1991. E' rivolta anche in Liguria, dove i sostenitori di Scajola non hanno accolto con favore la candidatura dell'ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini.

Silvio Berlusconi sarà capolista in tutte le regioni al Senato, mentre Alfano sarà il numero uno alla Camera in quattro circoscrizioni: Sicilia 1, Lazio 1, Piemonte 1 e Piemonte 2. Tanti gli ex esponenti di governo e amministratori locali riconfermati nelle liste del Pdl: Mariastella Gelmini sarà capolista alla Camera in Lombardia 2, Daniela Santanchè invece in Lombardia 3, mentre l'ex governatore Roberto Formigoni sarà in lista al Senato, dietro il capolista Berlusconi.

Pierluigi Bersani a Lo spoglio (video): "Liste elettorali? Con le primarie sconfitto il Porcellum"

Sono ufficiali anche le liste degli altri partiti che si presentano alle prossime elezioni: per il Pd gran parte delle candidature sono state scelte attraverso le primarie a ridosso di Capodanno. I democratici punteranno sul segretario Pierluigi Bersani candidato capolista alla Camera in regioni-chiave come Lombardia, Lazio e Sicilia. Al Senato spiccano i nomi di tre giornalisti: l'economista del Corriere Massimo Mucchetti in Lombardia, l'ex direttore di Rainews Corradino Mineo in Sicilia, Rosaria Capacchione in Campania, mentre la candidata alle primarie Laura Puppato sarà capolista in Veneto. Nichi Vendola è capolista di Sel in quasi tutte le circoscrizioni.

Depositate anche le liste della Lega Nord: l'ex Ministro dell'Economia Giulio Tremonti sarà capolista per il Carroccio sia alla Camera che al Senato in Toscana, Lazio, Sardegna e Calabria. Nel fortino lombardo, la Lega presenta invece due volti storici del partito, Roberto Calderoli capolista al Senato e Matteo Salvini capolista alla Camera.

Per la lista Rivoluzione civile di Antonio Ingroia, lo stesso magistrato sarà capolista in tutte le circoscrizioni, compresa Sicilia 1, ipotesi che aveva sollevato polemiche sull'incandidabilità dell'ex pm per non essersi dimesso dalla magistratura nei tempi previsti dalla legge. Rivoluzione civile candida diversi leader dei partiti che sostengono la premiership di Ingroia: Antonio Di Pietro (Idv) sarà capolista in Emilia Romagna e Lombardia, Paolo Ferrero (Prc) si presenta per la Camera in Piemonte e in Sicilia subito dopo Ingroia, mentre Oliviero Diliberto (Pdci) si candida al Senato in Emilia. Confermate le candidature per la Camera in divese regioni di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, l’ex grillino Giovanni Favia, il figlio di Pio La Torre, Franco, il giornalista Sandro Ruotolo. Polemiche per la presenza in lista del poliziotto Claudio Giardullo, per le sue posizioni di contrarietà all'introduzione del reato di tortura e ai numeri indentificativi sulle divise delle forze dell’ordine. Contestata anche la scelta di Luigi Li Gotti, capolista in Sicilia, ex militante dell’Msi e di An poi confluito nell'Idv, ex legale di molti pentiti di mafia e difensore dell'ex capo dello Sco Francesco Gratteri nel processo per le violenze alla scuola Diaz durante il G8 di Genova.

Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini correrà al Senato come numero uno per la lista unica per Mario Monti in Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia e Calabria. Gianfranco Fini è capolista di Futuro e libertà per l'Italia in tutte le circoscrizioni. I candidati del Movimento 5 Stelle sono gli eletti con il sistema delle parlamentarie.

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