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Lombardia, Formigoni non lascia: giunta azzerata e ridimensionata

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Roberto Formigoni non lascia il Pirellone: al termine di una giornata convulsa, tra ultimatum e vertici di partito, il governatore della Lombardia ha deciso di non rassegnare le dimissioni e proseguire con il percorso incidentato della legislatura regionale, ormai sempre più in bilico dopo l'ennesimo scandalo giudiziario.

Roberto Formigoni annuncia l'azzeramento della giunta: guarda il video

Nella serata di ieri era arrivato l'aut-aut della Lega Nord: il nuovo segretario Roberto Maroni ha ventilato la possibilità di far mancare l'appoggio degli assessori leghisti alla giunta guidata da Formigoni, annunciando che le lettere di dimissioni erano già pronte. Il perchè l'ha spiegato Matteo Salvini nel solito modo colorito: "Si parla di 'ndrangheta calabrese, noi con questa gente non c'entriamo un c****". Il riferimento è al caso dell'assessore Zambetti, finito in carcere per aver comprato 4000 voti dai clan calabresi: per lui l'accusa è di scambio elettorale politico-mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione con l’aggravante di aver favorito la 'ndrangheta. Si è aperto così uno scenario inquietante sulla penetrazione della mafie nella politica locale lombarda, con la prova di un sistema che il pm Ilda Boccassini ha definito "devastante per la democrazia".

L'arresto di Zambetti: Formigoni risponde su Twitter

A Formigoni la scelta di interrompere l'eperienza di governo o azzerare la giunta e rinnovarla completamente: ospite del programma Mattino Cinque, il governatore aveva spiegato le due strade percorribili, cioè un rimpasto in vista di una nuova giunta dal profilo tecnico e più snella nei numeri, oppure le elezioni anticipate nel caso la Lega avesse confermato l'intenzione di sciogliere l'alleanza elettorale. Con Formigoni che rilancia: "Se cade la nostra Regione cadono anche le due guidate dal Carroccio - ha dichiarato il governatore riferendosi a Veneto e Piemonte - L’alleanza in tutte e tre le Regioni è chiara da tempo (...) Nel 2010 c'era un patto unico. Se qualcuno sceglierà di romperlo da una parte lo romperà dappertutto".

Poi nel pomeriggio c'è stata la trasferta romana di Formigoni, a via dell'Umiltà, nella sede del Pdl. Dopo un incontro con il segretario Angelino Alfano durato più di quattro ore, il governatore ha tenuto una conferenza stampa per annunciare quella che era sembrata a tutti la scelta più probabile: "La giunta è azzerata e nei prossimi giorni procederò ad una giunta nuova e ridimensionata nei numeri". Niente dimissioni per lui, che resta alla guida dell'organo esecutivo regionale, ma promette che "ci sarà forte discontinuità".

Presenti all'incontro con i giornalisti lo stesso Alfano e Roberto Maroni, che hanno dato il loro appoggio al progetto di rinnovamento del governatore: "Abbiamo deciso che non si può mandare a casa un’amministrazione che ha fatto e lavorato bene" ha detto Alfano. Rientrato anche l'allarme Lega, con Maroni che ha ritirato i propositi di dimissioni dei suoi assessori. "Ieri avevo detto: o azzeramento o dimissioni di Formigoni. Abbiano ottenuto l'azzeramento e quindi abbiamo il dovere di andare avanti. Manteniamo gli impegni presi", ha detto il segretario del Carroccio.

Tempo qualche ora dall'annuncio e già i quotidiani titolano "La Lega salva Formigoni", ma basterà questa operazione di reset a portare la legislatura regionale fino alla scadenza naturale? L'obiettivo sembra troppo ambizioso per un'amministrazione travolta dagli scandali giudiziari: con il caso Zambetti salgono a 13 su 80 eletti gli indagati al Pirellone, tra membri del Consiglio e della Giunta, di cui 4 sono finiti in carcere con accuse gravissime come corruzione, falso, peculato. Formigoni però non molla, almeno fino al prossimo scandalo. Anche perchè in serata Matteo Salvini è tornato sulla questione.I ntervistato per il programma di La7 Piazzapulita, l'esponente del Carroccio ha frenato sulle possibilità di resistenza della legislatura lombarda: "Va bene una squadra dimezzata, con massimo 4 o 5 cose da fare, ma poi si cambia legge elettorale e si va al voto in primavera". Formigoni l'avrà capito?

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