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Regione Lombardia, a giudizio Nicole Minetti e Renzo Bossi: "spese pazze", processo per 56 ex consiglieri

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Sono 56 gli ex consiglieri regionali e assessori della Regione Lombardia rinviati a giudizio dal gup di Milano Fabrizio D’Arcangelo con l’accusa di truffa e peculato per lo scandalo delle spese pazze a carico dell’amministrazione: tra essi, spiccano i nomi del figlio del fondatore della Lega Nord Renzo Bossi e della showgirl amica di Berlusconi Nicole Minetti.

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Due le condanne già decretate dalla magistratura milanese nei confronti degli imputati che avevano scelto di sottoporsi al rito abbreviato, Carlo Spreafico e Angelo Costanzo del Partito Democratico, Alberto Bonetti Baroggi dell’allora Popolo delle Libertà.

Assoluzione per vizi procedurali invece per il deputato del Pd Guido Galperti, mentre sulla base del medesimo difetto di forma sono stati prosciolti gli assessori della giunta di centrodestra Mario Scotti e Gianni Rossoni insieme all’ex capogruppo dem Carlo Porcari.

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La richiesta di patteggiamento inoltrata ai magistrati da Franco Nicoli Cristiani, altro componente dell’amministrazione regionale della Lombardia ai tempi dell’ultimo mandato come governatore di Roberto Formigoni, sarà valutata il prossimo aprile separatamente rispetto al processo in corso, da un diverso giudice per le indagini preliminari, essendo stata stralciata la posizione dell’esponente forzista dal resto degli imputati rinviati a giudizio.

Quanto al merito delle contestazioni formalizzate da Fabrizio D’Arcangelo ai politici indagati a Milano, tutto ruota attorno all’uso “disinvolto” dei fondi pubblici a disposizione dei consiglieri, accusati dagli inquirenti di spese pazze non giustificate dall’esercizio delle prerogative istituzionali proprie del ruolo dei parlamentari regionali.

In particolare, grazie ai lauti rimborsi garantiti dalla Regione negli anni finiti sotto la lente del tribunale, il “Trota” Renzo Bossi avrebbe messo in conto alle casse del Consiglio giornali, sigarette, cocktail, computer e telefonino per quasi 16mila euro, mentre Nicole Minetti (altro personaggio simbolo dell’inchiesta) avrebbe utilizzato impropriamente una cifra pari a 19.651,96 € spendendo soldi pubblici in bar, centri commerciali e ristoranti.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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