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Lombardo, poltrone a detenuti: nomina uno stalker

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Il 28 luglio, data delle previste dimissioni di Raffaele Lombardo dalla presidenza della Regione Siciliana, è dietro l'angolo, ma il governatore sembra intenzionato a far discutere della propria gestione fino all'ultimo. E così, come (probabile) atto conclusivo del suo mandato, ha scelto come presidente del collegio dei sindaci di 'Sicilia e-servizi' un detenuto.

Protagonista della vicenda Eugenio Trafficante, commercialista di Burgio, in provincia di Agrigento, già membro della giunta di Sciacca e quindi assessore comunale a Burgio, colpito da un provvedimento cautelare e condotto in carcere lo scorso 29 giugno con l'accusa di stalking: il professionista, infatti, avrebbe violato il divieto di avvicinamento a una donna dalla quale era stato denunciato.

All'oscuro dei fatti, l'assemblea dei soci di 'Sicilia e-servizi' si è riunita lo scorso martedì per ratificare la nomina di Lombardo e solo dopo la designazione del nuovo presidente, si è resa conto del grottesco 'misunderstanding'. "Guardi, io non sapevo proprio dell'arresto di Trafficante: sto apprendendo da lei la notizia. E nessuno, martedì, era a conoscenza di questo fatto" ha detto a un giornalista di Repubblica il commissario liquidatore di 'Sicilia e-servizi', Antonio Vitale, spiegando che la nomina era stata depositata sette giorni prima dell'assemblea, quando evidentemente Trafficante non era ancora stato arrestato.

Vitale ha quindi aggiunto: "Qualcuno avrebbe dovuto comunicarci in tempo utile che il professionista designato era stato colpito da un provvedimento restrittivo" e ha promesso "approfondimenti dovuti", ma anche subito smorzato i toni affermando che "il reato di cui è accusato poco ha a che fare con l'attività di revisore dei conti: l'eventuale revoca è una questione di opportunità che devono valutare i soci", lasciando quindi intendere che l'arresto per stalking non inficia la professionalità di Trafficante.

Posizione alla quale controbatte con veemenza il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè: "Questa vicenda è l'emblema di una stagione di deliri di onnipotenza che stanno ridicolizzando la Sicilia agli occhi dei più", sostenendo che la "mania compulsiva del governatore Lombardo nell'assegnare poltrone agli amici degli amici" è all'origine di "danni inenarrabili, non solo sotto il profilo economico quanto a livello d'immagine" per la Regione Siciliana, che "sta diventando la barzelletta dell'intera nazione". Un pensiero condiviso anche dal coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione, che definisce le centinaia di nomine effettuate dal quasi ex governatore - 101, per l'esattezza, con quella di Trafficante - come "l'ennesima dimostrazione di disinteresse per il bene dei siciliani".

Ma al di là dello sdegno a parole, i siciliani chiamati in causa da Castiglione si aspettano anche una ferma presa di posizione da parte di chi di dovere nei confronti di questa assurda vicenda: Trafficante si insedierà come se nulla fosse accaduto oppure la nomina sarà resa nulla? Per alcuni, giuridicamente il commercialista è già decaduto, in quanto 'ineleggibile', ma la parola fine, in effetti, non è ancora stata scritta.

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