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Londra, matrimonio gay: sì alla legge. Cameron: "Ci rende più forti"

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Dopo il sì della Francia alla nozze gay, ieri sera anche l'Inghilterra ha compiuto il primo passo verso la legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso. Con 400 voti favorevoli e 175 contrari, la Camera dei Comuni britannica ha infatti approvato il progetto di legge sui matrimoni omosessuali, compiendo quello che il premier David Cameron ha definito "un importante passo avanti", che "rende più forte la nostra società".

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La parola ora passa alla Camera alta del Parlamento, the House of Lords, chiamata a maggio a dare il proprio parere sul provvedimento, e quindi tornerà ai Commons per il voto definitivo, ma la sensazione è che il processo avviato sia irreversibile e che la legge marcerà spedita verso la sua approvazione, nonostante l'aperta opposizione dei conservatori, con sir Roger Gale che ha definito il voto di ieri un tentativo "orwelliano" di cambiare il significato della parola matrimonio.

Una voce tuttavia espressione di un'esigua minoranza, dal momento che la normativa è stata ed è fortemente appoggiata da Cameron, dai laburisti, dai liberali e anche da una buona parte di tory, che in un lettera letta ieri in Aula e pubblicata oggi da Daily Telegraph hanno affermato di "sostenere i matrimoni gay non nonostante, ma perché siamo conservatori". Un endorsement, quello del ministro delle Finanze George Osborne, degli Esteri William Hague e dell'Interno Theresa May, che si basa sulla constatazione che "una sostanziale" maggioranza di inglesi è a favore delle nozze gay.

"Il matrimonio si è evoluto nel tempo, noi crediamo che aprirlo alle coppie dello stesso sesso rafforzerà, non indebolirà l'istituzione", hanno scritto i tre esponenti di primo piano del governo di Londra, confermando le parole del premier, che ha detto di credere "fortemente nel matrimonio", perché "aiuta le persone ad impegnarsi l'una con l'altra", e dunque di ritenere "che sia giusto anche per i gay potersi sposare". Per Cameron, infatti, "si tratta di parità, ma anche di rendere più forte la nostra società".

La Gran Bretagna è comunque già molto avanzata in materia rispetto alla maggior parte degli altri Paesi. In Inghilterra infatti oggi sono in vigore le 'civil partnership', ovvero unioni civili che garantiscono agli omosessuali tutta una serie di diritti in materia di mantenimento dei figli, pensione ed eredità. L'approvazione della legge sui matrimoni gay rappresenta dunque il passo successivo, con la possibilità per le persone dello stesso sesso di sposarsi con rito religioso o civile e di convertire anche le suddette civil partnership in matrimonio vero e proprio.

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