Excite

L'ozio degli statali raccontato dalle sentenze della Corte dei Conti

Le inadempienze degli statali sono nero su bianco. A raccontare l'Italia dei lavoratori statali cosiddetti 'fannulloni' ci sono le sentenze che la Corte dei Conti emette ogni anno.

Un articolo pubblicato sul quotidiano 'Repubblica' racconta alcuni casi emblematici di un modus operandi tante volte condannato ma contro il quale ancora poco viene fatto. Di certo non tutti i lavoratori pubblici sono sotto accusa ma troppi sono gli inadempienti. Nel 2006 sono state inflitte sanzioni per oltre 252 milioni di euro mentre nel 2007 la cifra è scesa a poco più di 92 milioni. Secondo la Corte dei Conti, comunque, l'importante è che vengano perseguiti coloro che provocano danni materiali e di immagine e soprattutto che la sanzione sia proporzionata al comportamento illecito.

Diversi i casi degni di nota. Il ragionier Vitaliano Brasini, nominato giudice tributario a Forlì, ha partecipato a 18 udienze in 10 anni. Il 30 giugno 2005 il presidente della commissione tributaria regionale per l’Emilia Romagna ha deciso di segnalare l'inefficienza di Brasini e immediatamente è partita l'indagine attraverso la quale la Procura della Corte ha scoperto che "Brasini non ha mai comunicato, giustificato e documentato i singoli impedimenti ". A quel punto Brasini ha nominato un avvocato sostenendo di aver ricevuto dal presidente della sua sezione una "autorizzazione tacita ad assentarsi nell’ultimo biennio per ragioni di salute". Ma i documenti hanno dimostrato che Brasini non si era praticamente mai recato in ufficio dal 1996. A quel punto il ragioniere, per cercare di risolvere la questione, ha deciso di restituire i compensi percepiti da luglio 2002 a dicembre 2003. Però secondo la Procura la cifra per il danno allo Stato provocato da Brasini e dai presidenti che avrebbero dovuto controllarne il rendimento ammontava a 26mila euro. A quel punto la Corte ha accolto la richiesta per far rendere al ragioniere i guadagni percepiti.

Un'altra sentenza è stata emessa contro i centralinisti degli uffici di Matera della Regione Basilicata che per telefonare a parenti e amici hanno fatto registrare una bolletta di circa 5mila euro. Rinaldo Falciani, sottufficiale della Guardia di Finanza, dovrà invece restituire 3mila euro oltre a 131,42 di spese legali. Il motivo? Usava l’apparecchio di servizio per contattare soprattutto "numeri ad alta tariffazione con prefisso 166 e 899". Le chiamate abusive sono state 266 "ed è risultato che in 264 casi (ossia oltre il 99 per cento) Falciani aveva avuto la disponibilità del telefono". Una cospicua cifra, 50mila euro, dovrà essere sborsata da Mario Fogliani, professore di un Istituto tecnico della Lombardia, per aver accumulato innumerevoli giorni di assenza dalle lezioni, soprattutto in determinati periodi dell'anno, "addirittura pari al 71 per cento dell’orario di servizio delle classi a lui assegnate". "I suoi comportamenti — ha sottolineato la Procura — sono connotati da colpa gravissima, ai limiti del dolo in quanto pervicacemente reiterati per più anni, in spregio, persino, alle sanzioni che, via via venivano comminate ed in palese, reiterata dolosa violazione dei doveri che la funzione docente imponeva". La condanna è stata determinata dalla richiesta che Fogliani aveva presentato negli anni scorsi per essere autorizzato a svolgere un secondo lavoro. Pari, infine, a 72.366 euro la cifra che il dottor Silvio Sarti, primario presso l’ospedale di Grosseto, dovrà resistuire per aver operato i pazienti desiderosi di sottoporsi a interventi di chirurgia estetica nella struttura pubblica in modo da presentare il conto al Servizio sanitario nazionale. Credendo, infatti, che si trattasse di operazioni di tutt’altro tipo le spese erano state coperte dalla Regione.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016