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Luca Zaia vieta l'inno di Mameli, è polemica

Mentre l'Italia attende con ansia il fischio di inizio della partita inaugurale degli Azzurri ai mondiali in Sudafrica, c'è qualcuno che sta facendo imbestialire chi all'inno di Mameli ancora tiene molto.

Si tratta dell'ex ministro Luca Zaia, ora Governatore del Veneto, che in occasione dell'inaugurazione di una nuova scuola elementare pare abbia deciso di sostituire l'inno ufficiale d'Italia con il Va pensiero, tanto caro alla Lega Nord.

A dare la notizia per prima è stata La Tribuna di Treviso che ha parlato della voglia della dirigente della scuola in questione, Carmela Palumbo di Fanzolo di Vedelago (Treviso), di denunciare quanto accaduto all'assessore regionale Elena Donazzan.

Secondo la ricostruzione dei testimoni, alla fine dei discorsi ufficiali e della benedizione del parroco, prima del taglio del nastro per l'inaugurazione della nuova scuola, è stato cantato il Va pensiero al posto dell'inno di Mameli; in sostanza sarebbe stata ribaltata la scaletta che prevedeva l'inno mameliano al taglio del nastro e quello verdiano alla fine della cerimonia.

La stessa versione è stata fornita da Fabio Gava, parlamentare del Pdl presente all'evento: 'personalmente io, che ero presente alla cerimonia, non ho sentito eseguire l'Inno di Mameli. Adesso si chiarisca se la modifica dell'esecuzione sia stata frutto di una richiesta del presidente del Veneto, fatto che riterrei piuttosto grave e al quale ritengo di non poter plausibilmente credere anche solo per una questione di coerenza istituzionale, oltre alle dichiarazioni fatte dallo stesso Zaia, o tutt'al più si tratti di un eccesso di zelo 'padano' di un qualche esponente membro del neonato, e forse abituato ad altre sensibilità, staff del presidente'.

'Zaia ha fatto sostituire l'Inno di Mameli con il Va pensiero? Non mi sembra possibile, anche perché il Va pensiero è ancora più patriottico dell'Inno di Mameli, e dunque sarebbe contraddittorio per un leghista. Comunque, se fosse vero, sarebbe grave, perché non spetta a un governatore far sostituire l'inno italiano', ha dichiarato Ignazio La Russa.

'Se fosse vero che il ministro Zaia ha preteso di non far suonare l'inno nazionale per l'inaugurazione di un plesso scolastico in Veneto sarebbe da chiedere che il Governo ne riferisse nell'aula della Camera', ha dichiarato Emanuele Fiano del Pd. 'Ovviamente non sarà vero e non ve ne sarà bisogno perché sarebbe pazzesco che un ex ministro della Repubblica, mentre a centinaia di servitori del paese, per esempio poliziotti e militari, viene chiesto anche in queste ore di continuare a difendere la sicurezza e i simboli di questo Paese vi sia un uomo di governo che irride il concetto di unità d'Italia'.

La replica di Zaia è arrivata nella serata di ieri: 'l'inno di Mameli è stato regolarmente cantato dal coro al momento del taglio del nastro, credo che queste precisazioni siano utili per chiudere definitivamente una polemica che non aveva e non ha ragion d'essere'.

Ad oggi l'ex ministro viene smentito dai fatti e la polemica, per quanti credono nell'unità e nel valore dell'inno, è tutt'altro che spenta.

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