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Lucio Dalla vuole Romano Prodi sindaco di Bologna

La città di Bologna è nel caos e uno dei suoi rappresentanti più illustri, Lucio Dalla, si esprime in un'intervista al Corriere della Sera fornendo la sua personale ricetta contro la crisi.

Per Dalla 'qui ci vuole Prodi' perchè 'i bolognesi lo vogliono. Io l’ho sempre stimato, e soprattutto lo stima la gente. Prodi è stato un buon presidente del Consiglio; sarebbe un buon sindaco'.

Lucio Dalla è drastico e sostiene che 'al punto in cui siamo, o spunta fuori un giovane che ci sorprende, oppure Prodi è l’uomo giusto. Fare il sindaco è un mestiere difficilissimo, molto più che il politico. Per affrontare una realtà fluttuante come una città, per giunta in crisi, ci vuole una personalità fuori dall’ordinario: esperta, decisa, coraggiosa. Uno che senta Bologna'.

Lui Bologna dice di sentirla 'depressa per la consapevolezza di non essere più la città di un tempo. Non è più capitale culturale' e 'la vicenda Delbono è grave proprio perché destabilizza una situazione già impoverita dalla scarsità di energia sociale e politica'.

Secondo quello che a tutti gli effetti può essere considerato un vero artista, il declino di Bologna 'comincia da lontano, dai giorni duri del ’77, quando si passò dall’esplosione degli Anni Sessanta all’implosione. Prima, il comunismo bolognese era integrità. [...] Poi, con la violenza, i carri armati nelle strade, la rottura tra le due sinistre [...] qualcosa si è perso per sempre. Non era solo uno scontro generazionale, tra i giovani e la struttura del partito; era la fine di uno schema politico che aveva retto per decenni'.

'Il centro di Bologna era davvero una comunità, luogo di discussioni pubbliche, di capannelli, di pazzi: i famosi pazzi di Bologna', continua Dalla aggiungendo che 'oggi Bologna non è più una città-famiglia, dalla bonomia intelligente. Resta straordinaria per certi aspetti, ad esempio gli investimenti sul sociale. Ma è disorientata. Produce sempre meno idee. Vive un senso quasi di panico, certo di disillusione'.

Decisa anche l'opinione sulle dimissioni del sindaco Delbono che secondo lui 'sta pagando molto cara una leggerezza. La gente non sa spiegarselo: tutti parlano di un gesto di sensibilità, di dignità; ma, se Delbono è stato indotto a un passo così grave, è possibile che dietro ci sia qualcosa di più importante. La risposta ce la darà il tempo, e la magistratura'.

Infine l'annotazione politica: 'la tendenza si fa sempre più evidente: gli operai sono i nuovi migranti delle idee, e stanno lasciando in massa la sinistra per la Lega'.

Anche a Bologna, quella che un tempo era il baluardo della sinistra in Italia...

(foto ©Quotidianonet)

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